Zac zac. Si taglia.

Ci sono andato e mi sono divertito. Ci sono andato e mi sono rotto le palle. Ci sono andato e ho ascoltato, parlato, intervistato, incontrato amici e nemici. Insomma, sono contento che ci sia, e sono sicuro continuerá a esistere. Ma visto che il sindaco Sodano ha appena deliberato il taglio ai finanziamenti al Festival Letteratura di Mantova, ho ritenuto opportuno firmare l'appello che ne chiede il ripristino.  Per chi ci governa la cultura è un optional vagamente fastidioso, e  il neosindaco Sodano, il primo di destra da tanti anni, ha voluto rimarcarlo, distinguendosi dai suoi predecessori che il Festival avevano improvvidamente sostenuto. Complimenti. L'appello è qui. 

Quanto si può osare? Proibito.

Come sapete, sono uno scrittore e collaboro con la casa editrice Mondadori. Per questo non faccio critica letteraria: ci sono troppo dentro, conosco palate di scrittori ed editor  e non posso essere obiettivo. Anche quando segnalo un libro, mi costringo a fare questa pallosa premessa per correttezza verso chi mi legge. Premessa esaurita.

E' uscito da un paio di settimane il romanzo Proibito di Tabitha Suzuma. E' un libro  per Young Adult, per ragazzi dai quattordici anni in su, ma è  leggibile anche dagli adulti. Che troveranno un testo estremamente pulito nello stile, coinvolgente e coraggioso nelle tematiche.  Perché parla di incesto e riesce a farlo senza essere volgare, compiaciuto o moralista. Difficilissimo. E solleva una tematica che mi è cara: che cosa si può raccontare nei libri per ragazzi? Quali sono i limiti? Le mie risposte sono da sempre, rispettivamente, "tutto" e "nessuno". Suzuma dimostra che è vero.

Di seguito, una piccola intervista all'autrice apparsa sull'Informalibri.


1) Proibito è una storia forte e intensa, di un amore impossibile, stretto tra le inquietudini adolescenziali e i doveri familiari, tra le pulsioni del cuore e le imposizioni sociali. Come nasce l’idea di affrontare di un tema così difficile e delicato?

 

Avevo il desiderio di raccontare la storia di un amore tragico, di due amanti predestinati ma che non possono stare insieme. Sentivo il bisogno di qualcosa che fosse unanimemente condannato, indipendentemente dalla collocazione geografica, una relazione impossibile e contro la legge.

Mi affascina molto l’analisi psicologica dei personaggi e in particolare lo studio dei disturbi mentali e sono sempre stata attratta dalle storie di persone al di fuori del comune, che agiscono al di là delle norme precostituite.

 

2) Il libro è scritto a capitoli alterni, con le voci di Maya e Lochan. È stato difficile cambiare il punto di vista? Come scrittrice ti sei sentita più coinvolta in una delle due narrazioni? 

 

La narrazione a due voci è la tecnica che preferisco. Credo che sia originale alternare due modi di pensare e due personaggi. In una storia d’amore, poi, è particolarmente importante capire i sentimenti di entrambi i protagonisti. Scrivere “Proibito” in questo modo è stato di cruciale importanza perché dovevo dimostrare al lettore che entrambi i personaggi erano innamorati allo stesso modo e che l’uno desiderava quella relazione quanto l’altro.

Lochan è stato un personaggio fantastico di cui scrivere. È complesso, sensibile, tormentato, ha una personalità affascinante, è un eroe. La sua paura degli altri è l’estremizzazione di un disagio che tutti gli adolescenti provano prima o poi nella loro vita. Il suo senso di responsabilità nasce dalla mia esperienza personale di maggiore di cinque figli. La sua dolcezza e gentilezza sono ispirati a un caro amico. M’interessava poi descrivere il legame tra la genialità e una mente problematica.

 

3) Oltre ai due protagonisti adolescenti, un ruolo importante nella narrazione è svolto dai tre fratellini, Tiff, Kit e Willa. Quanto è stato difficile raccontare le loro storie?

 

Sono la maggiore di cinque figli, sono stata circondata da bambini durante tutta la mia vita. Il mio fratello più piccolo è nato quando io avevo 14 anni e ho svolto un ruolo importante nella sua crescita. In quel periodo ho iniziato a lavorare in un centro per bambini con problemi cerebrali. Ho anche lavorato come insegnante in una scuola primaria e continuo a insegnare a bambini con disagi nel tempo libero. Insomma, i bambini hanno sempre svolto un ruolo importantissimo nella mia vita e ho avuto modo di osservarli da vicino e interagire con loro regolarmente. Parlare delle storie di Kit, Tiffin e Will è stato facile: per tutti e tre mi sono ispirata a bambini che conosco e mi sono affezionata alle loro personalità, persino a quella di Kit!

 

4) C’è un momento in cui in Proibito la protagonista Maya, chiede alla sua amica Francie: quindi non ci sono più tabù? È una domanda alla base del romanzo, ma anche un quesito che chi si occupa di narrativa per adolescenti si pone continuamente. Lo chiediamo a te: quanto si può osare nei libri per adolescenti?

 

Non credo che gli adolescenti debbano essere protetti da determinati argomenti, perché affrontare questioni tabù o temi controversi è parte del loro crescere, del loro imparare a conoscere il mondo. Senz’altro hanno il diritto di essere informati sul contenuto del libro, ponendo attenzione alla copertina, alla collana in cui è inserito e alla sua collocazione in libreria. Ma se un ragazzo ha voglia di leggere un libro che contiene scene di sesso o di violenza, trova comunque il modo di farlo, ad esempio andandolo a cercare nella sezione adulti.

Fa parte della curiosità umana e della voglia di crescere. Personalmente non amo i libri che contengono delle parti scioccanti in modo gratuito, che vogliono scandalizzare a tutti i costi solo per sensazionalismo e vendere più copie. Credo fermamente che un buon libro non sia quello che sconvolge o disgusta ma quello che ti commuove e cambia il tuo modo di guardare la società e il mondo. 

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Il mistero dei “Giovani Adulti”

La mia amica e collega Marta Mazza sta scrivendo una tesi in editoria sul romanzo per ragazzi e mi ha fatto le domande che seguono. Riporto le risposte perché magari possono interessarvi, visto che sono argomenti di cui discutiamo anche qui.

Young Adult: un genere letterario o un’invenzione commerciale?

Direi che è un segmento di mercato che è più o meno sempre esistito, ovvero i libri per i ragazzi che si avvicinano all'età matura. Se prima ci si limitava a inserirli o tra i romanzi per adulti o tra quelli per ragazzi, adesso, dopo il successo ottenuto da alcuni best seller internazionali, si tende a evidenziarli.

Quali sono le sue caratteristiche? Elencane tre.

1) I protagonisti sono adolescenti o poco più grandi. 2) La trama rispecchia la visione del mondo che hanno gli adolescenti: sempre a tinte forti. Gli amori sono unici, tragici e straordinari, i tradimenti brucianti, le gioie immense, le scelte irrevocabili. 3) Il tema centrale, per quanto spesso reso metafora, è quello del passaggio all'età adulta: il primo amore, il primo rapporto completo, la scoperta della propria mortalità, l'abbandono del nido e la separazione dai genitori.

Perché interessa sempre di più anche gli editori per adulti?

Perché gli YA possono essere letti anche dai genitori, che non solo vi trovano  tematiche  capaci di stimolare ricordi e identificazioni tardive,  ma soprattutto NON vi trovano alcune delle caratteristiche dei romanzi per adulti che selezionano l'accesso. Faccio alcuni esempi, tanto per essere chiari, anche a costo di tagliare con la zappa: un romanzo d'amore o una chick lit generalmente respingono i lettori maschi, un romanzo spionistico ad alta tecnologia scoraggia, per lo più, il pubblico femminile, l'horror richiede una predisposizione… Alcuni dei romanzi d'intrattenimento per adulti, poi, quelli più complessi nel linguaggio o nella struttura, si pensi a un Camilleri o a uno Scott Turow, richiedono anche uno sforzo di comprensione, spesso non gradito al pubblico meno colto. Tutto questo non avviene con gli YA. Per quanto riguarda i contenuti, anche i più orrorifici sono più soft di quelli per adulti, sesso e violenza non disturbano, le trame e le psicologie sono semplificate. L'universo di riferimento e il linguaggio, riferendosi alle conoscenze di uno studente delle superiori, risultano perfettamente fruibili da tutti.  Questo fa sì che, potenzialmente, un romanzo YA possa essere acquistato da un bacino  enorme di lettori. Se azzecchi il titolo giusto è un buon affare, insomma. Quello che molti editori non capiscono, però, è che un romanzo YA non è un romanzo per adulti scemi o bambinoni. Non è, cioè, un sottoprodotto trash della "vera" narrativa o letteratura. È un genere a sé per il quale si richiedono competenze specifiche, esattamente come servono per scrivere o pubblicare un libro per bambini o per adulti.

I tre titoli più rappresentativi.

Twilight, Tre metri sopra il cielo, Le cronache del Mondo Emerso.

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