Santa Giovanna dei Macelli

Paolo Pierobon è un po’ il mio attore feticcio, quello per il quale ho scritto uno dei personaggi che amo di più tra i miei, il De Silva di Squadra Antimafia, e che avevo incontrato in passato in altri miei lavori: nell’Ultima Battuta faceva l’avvocato Bastoni, in Intelligence la spia russa uccisa col polonio. Insomma, ci conosciamo da un po’ e quindi siete giustificati se pensate che io non sia obiettivo nel mio giudizio. E poi, diciamolo, di teatro mi intendo poco.

Però, però, il Santa Giovanna dei Macelli che ho visto ieri sera al Piccolo, scritto da Bertolt Brecht e con la regia di Ronconi, dove Paolo è uno straordinario  Mauler, è uno spettacolo che a mio avviso merita. Per la messa in scena, che costringe gli attori a vere performance di capriole, salti ed equilibrismi, ma al contempo è “basica”, con le voci senza amplificazioni e con macchinisti a vista; per la recitazione (oltre Paolo giganteggia Maria Palato, cioè Giovanna) e per l’attualità del testo. La parabola della speculazione finanziaria che scarica i suoi costi sulle classi più disagiate sembra scritta oggi, e sembra parlare di oggi. E quando il mostruoso Mauler, magnate della carne in scatola e dei macelli, spiega perché è necessario tagliare i salari in nome delle ripresa economica, il pensiero corre inevitabilmente al nostro governo dei tecnici.

24-08

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Al terzo giorno nella casa degli amici di Ansedonia sto cominciando a essere meno piagnucoloso. Dov’è la mia penna, dov’è la mia scrivania lo dico solo cento volte il giorno, non più mille. Ho trovato un angolo dove stare e dove l’aria condizionata pompa con vigore, e gli amici si sono abituati a vedermi spuntare solo a sole tramontato, con l’aria di uno che esce sconfitto da un match di pugilato. Che, a volte, la scrittura è così.

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Sono finito di nuovo fuori forma in modo pesante: addio camice nuove aderenti. E’ un classico, la mia struttura ondeggia da quella di un orso (o gorilla visto le affinità) a quella di un malato grave, quando mi metto a dieta stretta. Adesso ho deciso di godermi la massa critica e mi sono fatto crescere la barba dei vecchi tempi. Comunque è un destino: se sei ciccione da bambino, non riesci a diventare magro da adulto, quando il metabolismo rallenta. Puoi solo continuare a provarci. Ma è come tutte le cose, dice la mia psichiatra, non ottieni mai dei risultati definitivi. A volte comportarti bene ti viene naturale, altre volte non puoi impedirti di essere stronzo, a volte hai l’umore calmo e posato, altre sei isterico e reattivo. A volte riesci a scrivere, a volte no. E’ la tensione a migliorarti che fa di te quello che sei.  Che ti misura.

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A proposito di miglioramenti, ieri sera ho avuto l’esatta visione delle mie lacune. Sono sopravvissuto alla mancanza di studi classici e all’infarinatura di cultura generale che mi ha dato la scuola alberghiera, ma nella mia cultura ci sono delle voragini. Ieri giocando a un classico gioco di società basato sui test di cultura generale, ho scoperto di conoscere molto poco i classici e tutto quello che è stato pubblicato prima del novecento. Più ci avviciniamo ai giorni nostri più ne so, ovviamente, anche a causa del lavoro. Tra gli amici attorno al tavolo ero l’unico a sapere che l’esordio della Mazzantini è stato Il catino di Zinco, e il titolo dell’ultimo romanzo di Fabio Volo. Questo, però, non compensa il non sapere chi veniva divorato dalle bocche di Lucifero nell’inferno di Dante. Mi ero dimenticato anche che ne avesse tre, di bocche.

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Nella pessima forma, ho comunque fatto un miglioramento salutista: ho ridotto di molto le sigarette. In questo un grande aiuto me l’ha dato la sigaretta elettrica. Tutti quanti sono scettici su quell’affare, soprattutto perché dicono che non fa smettere di fumare. E’ vero, non fa smettere, ma io non voglio smettere, vorrei solo che fumare non mi facesse venire il cancro ai polmoni o l’enfisema. Per questo una sigaretta elettrica aiuta. Fumi, e in teoria non fa male. E ti toglie anche la voglia quando riesci a trovare una di quelle che hanno ricariche con la nicotina. Che sono sempre di meno, per via di qualche legge del cazzo che impedisce ai farmacisti di vendere nicotina, se non in cerotti ecc. Altri difetti della sigaretta elettrica: si scarica sempre sul più bello e si scassa spesso e volentieri. Dovrei provare la pipa elettrica, forse. Poi magari mi compro anche un cappello da Sherlock Holmes.

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Continua la battaglia di Tripoli, che ormai neanche i commentatori più embedded definiscono più l’ultima. Statue che cadono, teste che rotolano, eroici cecchini e amichevoli consiglieri stranieri. Continua a sembrarmi la coreografia di un brutto film, sarà che ho visto queste scene troppe volte in troppi posti dove poi le cose non sono cambiate in meglio.

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La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente. (Bertolt Brecht)