La tastiera fantasma (invettiva contro l’Apple)

Certe cose bisogna dirsele, perché altrimenti si fa la
figura dei coglioni. Guardate, io sono un grandissimo estimatore dei prodotti
Apple. All’inizio i loro computer non mi convincevano, ero un smanettone, venivo dai
case automontati dei 286 con Disk Stacker e Sound Blaster, mi sembravano troppo
semplici, troppo per non addetti ai lavori. Ma poi, non c’è dubbio, il sistema
operativo dei Mac, per l’uso domestico ha dato la lunga al Windows, senza
parlare dei virus che non si prendevano. E da allora, dalla fine degli anni
Novanta, ho solo Mac. Portatili e fissi. Ma, cazzo, lo vogliamo dire che
l’Iphone è un pessimo telefono? La batteria non dura niente, devi
usarlo per forza con l’auricolare, la linea cade spesso e prende male. Prende
male, sissignore, e da quello che ho capito sbirciando su Internet prende male
per via della gestione dati che si incasina con i dati-voce. E’ un bel gadget,
ci gioco a Tetris per ore, ascolto musica, commento facebook… ma per telefonare
è una pena. E, soprattutto, ce lo vogliamo dire che la tastiera virtuale è una
stronzata? Andrà bene, non dico di no, se devi comandare dei missili nucleari
in un sottomarino, o per disegnare con le dita in tanti bei colori, ma per
scrivere? Chi è che mi ha detto che dopo un po’ ti abitui? Col cazzo che ti
abitui. Io che mando cento sms al giorno faccio più errori di battitura  di un ragazzino di terza elementare.
Devo premere la A e premo la maiuscola, la M e cancello… Sono lento,
lentissimo. La tastiera virtuale non potrà MAI e dico MAI sostituire una
tastiera fisica.  E sapete perché
nessuno lo dice? Perché ha paura di passare per vecchio e obsoleto. Va bene,
sono vecchio. Ma io ho bisogno di sentire un tasto sotto le dita, di avere un
feedback fisico. Non immaginarmelo mentre pesto una cosa liscia. E non dico
scrivere un Email… sembro afasico quando lo faccio dall’Iphone. E già che
parliamo di mail… Ma per quale motivo io che ho venti account li devo vedere
tutti separati, quando anche il più infimo dei programmi di posta ti dà la
possibilità di vedere i messaggi in arrivo come un elenco unico? Perché? Il BB
lo faceva. E aveva anche la tastiera. Certo, non ci puoi sentire la musica allo
stesso modo, vedere le foto… e allora?

Su tutto questo potevo passarci sopra. Ma la tastiera
virtuale… quella non mi va giù. Perché l'han tolta? Perché?  Per estetica? Così è più slim? E gli altri si accodano.
Non preoccupatevi. La togliamo anche sui nostri modelli la tastiera… Siamo
fighi anche noi… Sembra che quello che sta sulle palle a Jobs debba saltare,
perché lo dice lui. Come con l’Ipad. Porta USB? Via, non serve più. Vecchiume. La sta facendo
disabilitare anche da tutte le APP di Iphone. Poi, se tu devi trasferire i
dati, ti tocca usare il WI fi, che non è esattamente la stessa cosa. E visto
che parliamo di Ipad. Io non ce l’ho ancora, ma da quello che vedo potrei
usarlo solo per leggere i fumetti a letto. La sera. Perché di giorno con lo
schermo retroilluminato si leggono male di sicuro, e non puoi orientarlo
comodamente come lo schermo di un portatile. Anche l’Ipad ha la tastiera
virtuale, anzi un bel tastierone. Ma ti voglio vedere a usare con la mail, come
faceva Jobs alla presentazione. Sì, come no. E ho un certo sospetto. Avete mai
provato a mettervi un laptop sulle ginocchia e vedere un film? Io ho un Air,
bella macchina. Peccato che quando ci vedo un AVI scalda talmente che a un
certo punto comincia ad andare tutto a scatti e devo sollevarlo per farlo
raffreddare un po’. Ecco. L’Ipad ha un bel processore, no? E il calore, dove lo
scarica? Sulle mani di chi lo tiene?

D’estate deve essere una meraviglia.

Perché il mio MacBook Air fa così schifo?

Il mio MacBook Air ha smesso di funzionare per la quarta volta in pochi mesi. L’ho acceso, ed ecco che sullo schermo, invece del desktop è apparso una grigia iconcina rappresentante una cartelletta e un punto di domanda. Traduzione per i meno esperti: il computer sta chiedendo dove sia il sistema operativo. E visto che il sistema operativo è nel suo fighissimo hard disk “solid state”, significa che non vede più l’hard disk. Con tutto quello che c’è dentro, cioè il mio fottuto romanzo, due sceneggiature, una mail che stavo finendo di scrivere, un film che avrei dovuto vedere stasera. Tutta roba che posso recuperare dai vari back up che ho sparsi per il mondo (sono previdente), ma che palle. E che noia dover scrivere su un computer d’accatto, recuperato in casa di mia suocera. Le mie dita si trovano male qui sopra, non si sentono a loro agio con la tastiera mezza cirillica. Ma andiamo con ordine, perché voglio che capiate bene quanto sono incazzato. E che lo capisca la APPLE!. Lo capisca il negozio FNAC di MILANO che mi ha venduto questa sola!

Ho comprato il MBA nell’agosto del 2008 poco prima di partire per le vacanze alla FNAC di VIA TORINO A MILANO. Sì, costava un po’ caro, ma il computer per me è come la cazzuola per il muratore. E’ il mio strumento di lavoro (poco importa che poi lo usi anche per comunicare e guardarci i film), mi dà da vivere, e quindi lo considero un investimento comunque giustificabile. E se ha solo qualcosa di meglio dall’incarnazione precedente, se può sgravarmi anche solo di un millesimo di fatica, se può agevolarmi un pochino, vale la spesa. La caratteristica positiva del MBA era la sua leggerezza… Lo tenevo tra le mani e mi sembrava, non so, un semplice involucro per la scrittura, una barriera ancora più sottile tra quello che avevo nella testa e quello che avrei visto apparirmi davanti agli occhi. Una tastiera direttamente collegata la mio cervello. Anche senza deliri da tecnofreak, la questione del peso non è da poco, se il portatile te lo tiri sempre dietro ogni volta che ti allontani da casa per più di venti minuti. Immaginavo di potermelo infilare in una busta di carta come nella pubblicità, di farmi una tasca speciale nel giubbotto, di tenerlo sulla pancia sdraiato sul divano, sul lettino sotto l’ombrellone… Insomma, quello che mi ci voleva. Il commesso della FNAC mi consigliò di prendere quello con la memoria solida (tipo le chiavette usb) per sfruttarne meglio le caratteristiche di risparmio e durata della batteria, oltre che di velocità di esecuzione. Lo feci. Poi andai a casa, lo sballai e cominciai a ficcarci sopra la mia roba. Sapevo delle sue peculiarità, naturalmente. Sapevo che non aveva un driver per dvd interno, e che andava comprato a parte. Sapevo che aveva solo una misera porta usb e niente eternet, ma tutto questo non mi importavo. L’avrei usato soprattutto per scrivere, per altre cose più tecniche avrei usato il fisso. Ma le cose cominciarono ad andare male da subito. Mentre scaricavo l’aggiornamento il MBA si frizzò. Cioè smise di reagire ai comandi e sullo schermo tutto si congelò. Dovetti riavviarlo brutalmente dal pulsante d’accensione, scoprendo che aveva perso un po’ di roba e di settaggi. Va bé, può capitare all’inizio. Peccato che la questione dello schermo congelato cominciò a succedere un po’ piu’ spesso mentre mi trovavo al mare e scrivevo guardando le onde dalla mia finestra. Diciamo… due o tre volte il giorno. Il computer si bloccava, poi appariva una scritta multilingue che diceva di riavviare tenendo premuto per qualche istante il pulsante d’accensione, poi ripartiva. Di solito senza le utlime cose che avevo scritto, o addirittura lasciandomi file danneggiati. Potete immaginare con quale buonumore accogliessi il blocco durante il lavoro, e potete immaginare come mi divertissi a salvare ogni cinque secondi, per paura di perdere tutto. Poi, la sera, regolarmente facevo partire il disk utility per riparare i permessi (non sto a spiegarvi cosa sono, fa niente) perché si erano tutti sputtanati. Dopo due settimane di questa pena, il computer semplicemente si rifiutò di partire e sullo schermo apparvero per la prima volta la famigerata cartelletta e il punto di domanda. Il mio portatile sottiletta non vedeva più l’hard disk solido delle mie ciabatte. Al ritorno a casa lo mandai in assistenza. “Che strano” dissero, “e’ nuovo”.
“Già” risposi. Guardandoli molto male.
Mi cambiarono l’hard disk, dovetti passare circa due giorni per reinstallare i miei programmi dai dischi, per aggiornarlo eccetera. Funzionò per circa una settimana. Poi si bloccò di nuovo. Il disco non esisteva più. Inutile riavviare da dvd e cercare di ripararlo: proprio non esisteva. Nuovo giro in assistenza, nuova riparazione. Questa volta cambiarono hard disk e processore. Poi me lo ridiedero. (vi risparmio anche le telefonate con l’assistenza, Uhm, caro signore, è sicuro?. Non è che, per sempio, ha la batteria scarica? Le dispiace provare a premere il pulsante d’accensione? La spina è infilata?) Altra installazione di tutti i programmi (c’era un back up fattomi da loro, ma non tutto funzionava) altro aggiornamento di tutte le versioni e patch dei programmi, che ovviamente erano rimasti alla versione precedente. Poi, finalmente, ricominciai a usarlo. Funzionava bene? Con il cavolo! Ogni tanto si bloccava, ogni tanto si frizzava, ogni tanto andava lentissimo e dovevo resettare, rimettere in ordine i permessi, verificare l’hard disk (scoprendo che c’era sempre qualcosa che non andava), ripartire dal disco di installazione… Poi verso la fine dell’anno, cominciarono ad apparire anche altri strani difetti. Per esempio diventava impossibile salvare. Disco pieno, diceva. Ma come pieno, o pezzo di cacca laminata e ultraleggera che non sei altro. Ci sono quaranta giga liberi! Ma niente. Disco pieno era disco pieno, e dovevo riavviare, verificare l’hard disk e… bravi, avete indovinato, anche aggiustare i permessi.
Poi, stamattina, mentre mi trovo a tremila chilometri da casa, sono riapparsi cartelletta e punto di domanda. Stop con il lavoro, ansia e fastidio. Dovrò rimandarlo in assistenza per la terza volta, ma questa volta non ci installerò sopra un accidente se non il sistema operativo.
Lo venderò su ebay a un prezzo stracciato. E poi chiederò i danni alla Apple.
Macbookair