Prime conclusioni dell’esperimento. Parte prima

Ordunque, come promesso vi racconto come è andato sin ora l’esperimento ebook. Divido questo post in due, altrimenti diventa troppo lungo.

Breve riassunto (la versione lunga è qui). Ho preso la traduzione del mio romanzo E’ stato un attimo, l’ho impaginata, gli ho fatto una copertina e l’ho messa su Amazon a 2,99 dollari. Potete vederlo QUI. Il prezzo è basso, ma considerando che la traduzione l’avevo pagata utilizzando parte delle royalties dell’edizione italiana, non rischiavo il bagno di sangue. Come forma di pubblicizzazione dell’esistenza di questo libro ho usato i social network. Twitter, seguito soprattutto dai miei lettori perché in italiano, e una pagina in inglese  su facebook smaccatamente promozionale.

Per avvicinare i lettori che non mi conoscevano ho usato la leva prezzo. Ho utilizzato la possibilità di inserire il romanzo a prezzo zero datami dall’iscrizione del romanzo al programma KDP select di Amazon: in cambio dell’esclusiva digitale per tre mesi, il tuo romanzo può essere messo fino a cinque giorni a prezzo zero e accede a un programma di prestito digitale rivolto agli utenti Prime.

La prima volta che ho messo il romanzo a prezzo zero, lo stesso giorno in cui è apparso su Amazon, sono state scaricate dal sito USA 500 copie, da quello inglese un centinaio, 2 da quello francese, 10 da quello tedesco e una cinquantina da quello italiano. Quando il romanzo è tornato a prezzo pieno ho venduto una decina di copie sul sito USA, quattro o cinque su quello italiano, niente sugli altri. Il sito spagnolo si è rivelato il più ostico, perché le copie sono rimaste zero.

Ho rimesso dopo un paio di giorni il romanzo a zero euro, ma stavolta ho diffuso l’iniziativa attraverso i social network degli Stati Uniti dedicati agli Ebook gratuiti. Nel frattempo erano apparse tre recensioni fatte da miei lettori italiani che sostenevano l’iniziativa. Il romanzo è stato scaricato 4500 volte in Usa, un centinaio in Italia, una decina di volte in Inghilterra, una volta in Spagna (che si confermava il sito più ostico), quattro o cinque volte in Germania. Al termine dell’iniziativa It’s just happened (questo il titolo) era entrato nella top ten dei libri gratuiti in Italia, e tra i primi cento gratuiti in America. Che è un risultato straordinario per uno straniero, anche a costo zero.

Quando il romanzo è tornato a prezzo pieno, ho venduto una ventina di copie in Italia, chiaramente a miei lettori italiani che hanno voluto sostenere l’iniziativa e che ringrazio, una copia sparsa nel resto del mondo. Tranne negli Stati Uniti dove ha marciato sino a oggi al ritmo di una trentina di copie acquistate al giorno. Per uno sconosciuto, come tale sono in Usa, e senza un editore dietro, è un risultato molto buono: il libro è attualmente al 3000 posto nella classifica. Visto così sembra niente, ma la classifica arriva sino alla posizione 1 milione. Gli altri miei romanzi, in italiano, veleggiano intorno al 700.000 posto.

SEGUE

 

12 thoughts on “Prime conclusioni dell’esperimento. Parte prima

  1. Un anno dopo, vedo il tuoi e-libri su Amazon, allo stesso prezzo di un paperback in libreria. Capisco la convenienza per l’autore, ma non dovrebbe esserci anche per il lettore?
    Che bilancio ne fai, in termini di copie relative?

  2. @luke. Conosco i vari formati e la diffusione che hanno. Per questo non credo che i risultati siano falsati, ma che vadano presi come un campione statistico e non come l’insieme. Ma tieni presente, forse ti è sfuggito, che il romanzo che ho pubblicato è in inglese e negli Usa Amazon detiene circa l’ottanta per cento delle vendite di ebook. Quindi, per i miei scopi, il canale più adatto anche perchè mi ha permesso con uno sforzo minimo, difare le promozioni a prezzo zero eccetera. I miei altri ebook in italiano, pubblcati dai miei editori italiani, sono diffusi su tutte le piattaforme.

  3. Ciao Sandrone,

    i tuoi risultati sono falsati dal fatto che hai scelto Amazon come unico ed esclusivo canale per la vendita dei tuoi libri.
    Amazon, come è noto a tutti i lettori di ebook, utilizza un formato proprietario discretamente diffuso nei paesi anglosassoni, ma meno diffuso, a favore del più noto ePub, in Europa e nel resto del mondo.
    Per questo la differenza tra le vendite in Italia e negli USA è così sentita. Se avessi pubblicato attraverso BookRepublic o Narcissus di UltimaBooks avresti avuto i tuoi libri anche su BOL, IBS, La Feltrinelli, MediaWorld e tutti i più diffusi store online frequentati dagli italiani (incluso iTunes Store).
    Parliamone!
    Luke
    eBook Club Italia

  4. Per qualche motivo WP segna anche i PING ma non li fa vedere.

  5. Mi dice che ci sono 6 commenti, ma io ne vedo solo 4!

  6. Sono un editore digitale e trovo interessante l’esperimento anche dal mio punto di vista, soprattutto rispetto al rapporto gratuità-pagamento e all’internazionalizzazione. Il rapporto gratuito-pagamento è ancora più rilevante nel più elusivo settore delle app. Se posso permettermi di a @Francesco Pomponio, credo che il social network possa essere sfruttato dall’autore self-publisher in modo creativo e non invasivo rispetto alla canonica “pubblicità”. La circolazione di idee sostituisce la mera pressione pubblicitaria, per così dire. Quello che tu proponi è un contenuto e quindi un valore (valore sia cultura che economico). Perciò non temerei alcun imbarazzo a divulgarlo ;)

  7. Sapete cosa bisognerebbe fare? Inserire It’s just happened nelle pagina wikipedia in inglese di sandrone dazieri (che c’è già). Nella bibliografia ci sono solo i titoli in italiano, ho fatto un giro di altri autori italiani e mi sembra uno standard lasciare il titolo originale, non so, magari mi sbaglio, comunque si può inserire l’iniziativa alla fine della biografia come notizia più recente sullo scrittore. Io, come purtroppo ho già detto in altri post dedicati a questa traduzione, non posso essere d’aiuto perché sono una pippa con le lingue e quando vado all’estero comunico come Marcel Marceau

  8. Complimenti!
    Ho fatto la stessa cosa, ma solo in Italia, e sono più sconosciuto di te, però un centinaio di copie le ho vendute. E senza troppa pubblicità perché mi imbarazza farmi pubblicità fra gli amici dei social network.
    Sempre meglio che pubblicare con un editore a pagamento. La conversione in formato Mobi (Kindle) l’ho fatta da solo. Non ho speso nulla, ed è già qualcosa.
    Sono su Amazon, a mio nome, con due libri. Uno inedito e l’altro già edito su carta.
    E ho anche convinto il mio editore ad usarlo come canale ulteriore di vendita, oltre alle edizioni su carta.

    Forse finalmente qualcosa si muove.

    Speriamo

    Francesco

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