Plagio o ispirazione

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Carissimi, mentre ero assente è scoppiato un bel bordello attorno al fumetto Cronache del Mondo Emerso, edito da Panini, e ispirato ai romanzi di Licia Troisi. Antefatto: avevo seguito la nascita del fumetto come editor della Mondadori, che ha ceduto in licenza i diritti alla Panini. Gente serissima, progetto ottimo, sceneggiatore d'eccezione che già conoscevo per passati trascorsi, alias Roberto Recchioni. Tutto sembrava andare per il meglio. Per la parte sull'infanzia della protagonista era stato scelto uno stile manga, e il disegnatore, Giuseppe Ferrario, aveva proposto uno stile molto alla Miyazaki che era piaciuto a tutti.
Passano i mesi, escono i primi due numeri del fumetto in un formato tipo Spider-man, decisamente belli. Poi, un blog, lancia l'allarme. Attenzione, il disegnatore non solo si è ispirato al maestro giapponese autore di Nausicaa e Ponyo, ma lo ha proprio copiato. E porta come prova di questo una serie di immagini che si possono praticamente sovrapporre (le trovate al link). Ferrario risponde: certo che ho copiato, ma come copiano tutti quand amano qualcosa, e chiaramente intende che tutti "rubano" posture e tratti dai grandi maestri, come Sergio Leone ha copiato  Jojimbo, come tutti i registi horror hanno copiato le inquadrature di Dario Argento.  Ma gli appassionati sulla rete ribattono, invece: no, tu sei un plagiaro e basta. Perché chi "ruba", chi si ispira, non ricalca perfettamente il modello, ma rielabora, reinventa. E parte il casino, che dura ancora. 
 Se vedete le immagini, è chiaro che in certi casi si tratta di un ricalco, in altri di una forte ispirazione, in altri di un omaggio. In altri ancora, di una scansione tirata dentro e reimpaginata (il cielo nuvoloso). Certo, questo sembra un caso limite, ma da quando esiste il digitale, l'arte si è ritrasformata. Anche la scansione può diventare arte, e, in fondo, prima esisteva il collage. Personalmente, sono convinto che il disegnatore abbia qua e là davvero esagerato, ma sono altresì convinto che  i confini siano labili, tra plagio e legittimo rubacchiare. Da sempre gli stessi disegnatori di manga si copiano a vicenda, e la storia dell'arte è fatta di copie più o meno ben fatte. Un limite dovrà pure esistere, ma è difficile stabilire quale. Mi viene in mente un racconto di fantascienza di un bel po' di anni fa, dove un compositore si ammazzava perché, con il nuovo sistema di registrazione e archiviazione della musica, scopriva che tutto quello che componeva, era già stato composto prima.

11 thoughts on “Plagio o ispirazione

  1. Io credo che la differenza sia proprio nel come si pone l’opera… un autore di quel calibro avrebbe potuto tranquillamente copiare una posa un cielo o un’atmosfera.
    Invece ha ricalcato di brutto e non solo, ha cercato di nascondere la malefatta ribaltando le immagini (ed è qua che si scopre la malafede)…
    Vorrei fare un discorso prettamente etico. Come disegnatore (totalmente estraneo alla cosa ma appassionato sia dei romanzi sia degli autori e dei cartoni plagiati) mi sono sentito profondamente amareggiato, non solo per le persone innocenti (editor, sceneggiatori, autori ecc ecc) coinvolte nella vicenda, ma parchè non riesco a spiegarmi come un autore a cui viene affidata un’occasione come questa (cioè quella di poter trasformare in immagini la più importante saga fantasy italiana) possa decidere lucidamente di arrivare a questo punto… non voglio fare il moralista perchè sono d’accordo con le cose dette e ridette più volte: “copiare è una fase dell’apprendimento e della propria crescita” tutti lo fanno… probabilmente anche Miyazaki ha imparato/copiato da qualcuno. Ma qua si va ben oltre la citazione, il plagio o quant’altro.
    In un settore in crisi come quello Italiano in cui per poter fare il disegnatore come lavoro devi lavorare all’estero, mi sembra una totale mancanza di rispetto che butta un’ombra scura su tutta la categoria…
    Molti artisti non arriveranno mai nemmeno a sperare nella possibilità che è stata data a questo Autore e che lui ha bellamente “buttato alle ortiche” ed è questo che più di ogni altra cosa mi dispiace… quando in mezzo c’è una rielaborazione allora è copiare o ispirarsi (e probabilmente nessuno se ne accorgerà mai: altra mano, altro stile)… quando ricalchi e ribalti per nascondere di aver ricalcato non c’è nessun processo intermedio (anche mio nipote di 10 anni può farlo) se non quello di cercare di nascondere le tracce…

  2. Difficile trovare qualcosa da eccepire in quanto asserisce il signor Dazieri – le nuove tecnologie aumentano la possibilità di creare con materiali pre-esistenti, ma in definitiva anche la ruota è una macchina e l’uomo che ne trafisse due per creare un carretto probabilmente aveva osservato ( ispirazione o plagio ? ) il tizio che faceva rotolare un sasso rotondo.
    Esempio di ispirazione: Magillo Gorillo è un primate affetto da una doppia personalità – di giorno è un simpatico quadrumane, star dello zoo, idolo dei bambini – di notte, è un eco-terrorista di una fazione extreme del WWF. I due ”individui” comunicano con un codice morse ( e morsi ) con cui intarsiano bucce di banana.
    Esempio di plagio: Nuccia la Bertuccia ha una sindrome unica – di giorno è una investigatrice privata, un passato di centri sociali, militanza & sostanza, un loser col cuore palpitante – di notte è la Socia, un mostro di volizione, un professionista a la Stark.
    Ancora non riusciamo a capire perchè nessun editore pare interessato al nostro Magillo Gorillo ( paura della Hanna & Barbera? ) , ma siamo in trattativa perchè si stampi – e lo diciamo con malcelato orgoglio – ” attenti alla Bertuccia ”.

  3. Eh, questione complessa…
    Restando all’ambito della creatività (quindi disegno, fumetto, libro, etc.), direi che ci deve essere rielaborazione per poter parlare di “ispirazione”; prendi materiale non tuo, ma poi lo rielabori alla luce della tua visione, producendo qualcosa che alla fine ha innegabilmente la tua impronta. Che so, copiare paro paro un capitolo di un libro e infilarlo nel proprio direi che non rientra nella definizione. Prendere ad esempio un classico della letteraura, che so, la Divina Commedia, e scriverne una versione moderna in cui resta l’idea di base (il viaggio nell’oltretomba, la guida e ‘sta roba qua) ma per il resto è tutto diverso direi che non è un plagio.
    L’omaggio direi che invece è un’evidente e palese strizzata d’occhio al lettore: che so, infilare il verso di una canzone che ami in un libro direi che è un omaggio. Direi anche che un omaggio non dovrebbe estendersi per tre quarti dell’opera, ma essere un elemento minoritario, ripeto, evidente e scoperto. E ribaltare un’immagine e disegnarci su dei vestiti non è un gioco né evidente né scoperto.

  4. Io credo che la questione si esaurisca in un concetto: progettualità.
    Se domani prendo la tela e ci faccio un bel taglio, ottengo solo una tela da buttare.
    Eppure c’è chi, intorno, prima e oltre quella tela squarciata, ha costruito e espresso qualcosa.
    Il post-modernismo è il mio stagno di preferenza (se qualcuno ha letto John Doe o qualche altro mio fumetto dovrebbe saperlo) ma, in questo caso, non penso affatto che il lavoro di Giuseppe sia un atto di creazione post-moderno, proprio perché manca di progettualità e consapevolezza. E le parole che Giuseppe ha scritto sul suo blog e in giro per la rete, lo dimostrano ampiamente.
    Sono molto amareggiato da questa storia e, per quanto la discussione teorica è interessante, il cadavere per me è ancora troppo fresco.

  5. I confini tra l’ispirazione è il plagio sono che con il plagio copi (e questo è un plagio) mentre con l’ispirazione rielabori. Il cielo di Miyazaki un conto è scannerizzarlo e piazzarlo come sfondo, un altro conto è disegnarlo ispirandosi a quello: essendo due mani diverse che lo disegnano, non verrà mai uguale identico, avrà sempre sfumature diverse e particolari che caratterizzano l’autore. Ma se lo scannerizzi è identico.

  6. Bene, se generalizziamo ci sto a proseguire il discorso.
    Il plagio, in ambito artistico, è il “furto” dell’ opera altrui, e quindi anche di una “ispirazione”.
    Se io di fronte ad un’opera d’arte (o presunta tale) non percepisco la stessa “ispirazione” (che per me si può definire tramite l’idea del “come” trasmettere un emozione e/o un messaggio) che c’è dietro il lavoro originale…allora non è plagio.
    In soldoni l’opera mi deve trasmettere sensazioni diverse, mi deve “parlare” in un altro modo, deve essere “altra cosa”.
    In questo senso la Gioconda con barba e baffi non è un plagio.
    E sempre in questo senso gli albi del Mondo Emerso (che uso solo come esempio ;) ) non sono un plagio.
    Se mi metto a “scomporre” un’opera, e a decontestualizzare, allora può capitare di vedere un plagio.
    Se tolgo barba e baffi allora Duchamp mi diventa un plagiatore?
    No perchè usa qualcosa di universalmente noto e a disposizione di tutti, senza cambiamenti, in pratica sarebbe un falsario.
    Il discorso cambierebbe se qualcuno cercasse di ingannarmi spacciando per suo qualcosa che è di altri, pur utilizzandolo in modo diverso o addirittura innovativo.
    Mi spiego, se faccio un missile perfettissimo ma uso un giroscopio brevettato da te, e non te lo dico…beh, rimango comunque un genio ma sono colpevole di frode e se tu mi citi vinci la causa.
    Attenzione dunque a non confondere un plagio con quello che è un illecito utilizzo, che viene perpetrato però in seguito ad una diversa ispirazione.
    Dunque, concludendo, per essere in presenza di un plagio deve esserci l’utilizzo di opere altrui nella loro interezza, ovvero preservando il loro “messaggio”.

  7. Warhol che fa un quadro partendo da una foto famosa è un genio, uno che prende la foto di un altro e dice che è sua è un plagiatore.
    Poi nella creatività quasi tutto è copia o rielaborazione di qualcos’altro: ci sono disegnatori giapponesi che prendono in maniera evidente da pittori dell’800 e ‘900, ma avendo rielaborato uno stile in un contesto diverso nessuno si mette in testa di dire che hanno “copiato”. O forse semplicemente chi fruisce di certi prodotti capisce quando qualcuno ricalca Miyazaki ma non se qualcuno si ispira palesemente a Schiele.
    La cosa che mi lascia perplesso è che nessuno si “scandalizza” se una storia – come spesso accade – ricalca passo dopo passo un altro libro o film dello stesso genere. Il ricalco intellettuale è insomma considerato lecito, e anzi uscire da certi schemi consolidati è spesso controproducente.
    Simone

  8. Sì, sì… Cerchiamo di spostare la discussione lontano dal caso singolo? Non mi interessa dare addosso di nuovo a Ferrario, mi interessa capire quali sono, secondo voi, i confini tra ispirazione e plagio.

  9. Leone in realtà aveva chiesto alla casa di produzione di pagare i diritti per un remake a Kurosawa, solo che la Jolly Film se ne fregò allegramente :)
    Purtroppo il plagio di ferrario qui mi sembra abbastanza evidente, e mi unisco al disappunto di imp.bianco e valberici :(

  10. Io mi ero accorto di alcune copiature (nessun merito particolare, semplicemente sono un po’ fissato con Miyazaki e avevo comprato tempo fa alcuni artbook su ebay).
    E mi sono augurato che nessuno sollevasse il problema.
    Lo so che in realtà han fatto benissimo i ragazzi a segnalare la cosa, e che il mio modo di pensare è assolutamente censurabile.
    Ma avevo visto in quest’ opera una grossa occasione per il fantasy italiano e sarei passato volentieri “sopra” alla caxxata della copiatura.
    Invece adesso la miniserie è sospesa, in rete i troll pasteggiano abbondantemente e si è, spero momentaneamente, persa un’opportunità.
    Senza contare l’amarezza e il disappunto di chi non ha nessuna colpa: Licia, Paolo, Roberto… :(
    Non aggiungo altro per ora, che già in rete se ne parla fin troppo, se non che questa vicenda mi ha davvero lasciato un gran amaro in bocca. :(

  11. Il plagio purtroppo in molte vignette c’è e non è solo di Mihazaki.
    :(
    Una brutta vicenda purtroppo…
    X-Bye

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