Grande vittoria delle masse popolari!

m4s0n501

Al famoso funzionario di cui scrivevo ieri, grazie al fatto che avete solidarizzato così in tanti, sono davvero fischiate le orecchie. Stamattina non ho fatto in tempo a dire il mio nome alla gentile signorina, che track, era già tutto risolto. Carta di credito Amex sbloccata Mi hanno detto che posso continuare a spendere come uno scemo e comprare roba inutile. Tipo questa cintura con il teschio d’argento che sto vedendo in questa vetrina…

 

E per tutto il resto c’è American Express.

sandrone_newyork

“Purtroppo la sua carta è stata respinta”.

Sono le parole che mai vorresti sentire mentre stai seduto in un ristorante in una città straniera, per l’esattezza New York, dove sono arrivato tre giorni fa. Ma il cameriere le sta dicendo proprio a me, con l’espressione di chi è pronto a chiamare la polizia.

Facciamo un passo indietro.

Ho l’American Express. Anzi, visto che voglio essere chiaro fino in fondo: ho la Platino. Costa, ma mi ha permesso di avere gratis delle carte supplementari che sono state utilissime quando mia moglie non era residente in Italia e non poteva aprirsi un conto da noi. Ha inoltre, almeno credevo, un servizio clienti 24 ore su 24 e dei limiti alti che mi hanno salvato quando ho avuto spese impreviste.

Un altro passo indietro.

Il giorno prima di partire, praticamente mentre sto facendo la valigia, il servizio Crediti American Express mi manda un sms chiedendo di contattarli con urgenza. Lo faccio. Una gentile signora mi spiega l’addebito dell’estratto conto non è andato a buon fine. Ho un brivido. Che cazzo è successo? “Mi state per bloccare la carta?” chiedo

“No” mente lei. “Ma controlli”.

Controllo presagendo disastri. Se hanno respinto l’addebito, significa che ho finito i quattrini. Ma se ho finito i quattrini significa che qualcuno si è impossessato del mio corpo e ha fatto spese di cui non sono a conoscenza. Oppure che ho l’amnesia, oppure… insomma, tutto quello di cui abitualmente scrivo ma che quando mi capita è meno divertente.

Invece no. Sul conto i soldi ci sono, e guarda caso c’erano al momento dell’addebito che però non risulta mai transitato. Richiamo l’American Express. Se prima quasi strisciavo presagendo una figura di merda, adesso faccio quello signorilmente scocciato. “Scusate” dicco alla nuova gentile signorina. “I soldi ci sono, il casino lo avete fatto voi”.

“Guardi, deve essere stato un disallineamento tecnico” dice, con il tono che usava il capitano Kirk parlando del motore ad antimateria che grippava. Ovvero, sparo la prima cosa a caso.

Manifesto il mio dubbio. Con la mia banca ho un rapporto decennale, e prima di cacciare indietro un addebito tira su il telefono e mi chiama. Ma mettiamo che sia successo, e quindi? “Non c’è problema” dice la gentile signorina. “Basta che faccia un bonifico e ci mandi il cro subito via posta elettronica.”

“Ma non avete detto che è un problema di disallineamento tecnico?”

“Sì”.

“E che quindi di me vi fidate e non mi state per bloccare la carta”

“Certo.”

“Allora perché devo fare il bonifico e mandarvelo? Dove sta la fiducia?”

“Per prevenire un ulteriore disallineamento” dice la gentile signorina con il tono di Spock che spiega come si viaggi più veloce della luce. Sotto il rumore di fondo, però, capisco benissimo quello che ha in mente. Ed è: “Senti, cialtrone. Non so a che gioco stai giocando, ma se risulti debitore la colpa è TUA.” Normalmente farei un casino anche solo per il principio, ma devo partire, perché crearsi problemi? Ne ho già abbastanza pensando che dovrò viaggiare per dieci ore in un tubo sigillato che misteriosamente rimane sospeso in aria e che a volte, per ragioni ancora più misteriose, può cadere a terra.

Faccio perciò  l’accredito e mando il CRO, poi chiamo la gentile signorina e le ribadisco che sto per partire per l’America, non ho contanti, non ho assegni, il mio bancomat all’estero non funziona. Se mi bloccano sono nei guai. La signorina mi rassicura. “Ma non si preoccupi” dice giuliva. “E’ tutto a posto”.

Dissolvenza

Eccomi qui, esattamente quattro giorni dopo, davanti alla faccia preoccupata del cameriere e del suo capo, che assiste alla scena a qualche metro di distanza. Ho la certezza che se solo provassi ad alzarmi un po’ bruscamente mi placcherebbe come un giocatore di rugby e mi userebbe per spazzare il pavimento. Per fortuna, vuotandomi letteralmente le tasche, scopro di avere contanti a sufficienza per coprire il conto. Non la mancia, e lo sguardo del cameriere da preoccupato diventa disgustato. Per fortuna ho già preso il caffè, altrimenti ci sputerebbe. Corro in albergo (a piedi ovviamente, perché non ho i soldi per il taxi, anche se sto dall’altra parte di Manhattan) a chiamare il servizio clienti dell’American Express. Quello famoso, quello che ti coccola 24 ore su 24.

Il primo numero, quello verde, ovviamente dall’estero non funziona. Trovo quello normale su Internet che mi dice, dopo che ho inserito i numeri della carta e atteso un paio di minuti, che gli uffici sono chiusi (sono le venti in Italia). Il risponditore però mi lascia un numero di Roma che assicura essere aperto sempre.

Balle: altro risponditore. Siamo chiusi. Su Internet trovo il numero per denunciare la carta rubata. Faccio quello. Finalmente mi risponde una voce umana. Quasi piango di sollievo. Per favore, sistemate la situazione! Sono senza una lira. ho fame. Freddo.

Non si può.

La gentile signorina mi spiega che la carta è stata bloccata per sospetto Bust Out (che significa scappare senza pagare, più o meno: l’ho cercato su Wikipedia) e non si può fare niente fino a quando i responsabili non sbloccano. Devo aspettare l’orario d’ufficio. Domani. Ora, potrei aspettare tranquillo se avessi la certezza che questi sbloccano. Ma se non lo facessero? Se volessero altre prove da me, mutilazioni rituali e simili?

Al momento sono nella camera d’albergo a mangiare noccioline, con il timore che il proprietario vada a controllare se la carta che hanno preso in garanzia funziona ancora. Perché in quel caso dovrei andare a dormire in stazione, come ai vecchi tempi. L’unica soddisfazione che mi posso togliere è questa: raccontarvi quello che mi è successo, con la speranza che diventi il pezzo più ritweettato del mondo e che qualche giornale lo riprenda negli articoli di colore, così che qualche responsabile del servizio clienti dell’American Express si senta uno stronzo e sblocchi la situazione.

In caso contrario, va bè, mi sa che rientro prima.

AGGIORNAMENTO DEL 19 AGOSTO. HANNO SBLOCCATO :-)