Sandrone Dazieri

Suono la tastiera mentre la nave affonda. Qualcuno deve farlo

Manoscritti

La cosa più difficile nella gestione di un manoscritto è la lettera di risposta. Mi spiego meglio.

Il mio lavoro principale è quello di scrittore e sceneggiatore, ma continuo a mantenere un rapporto di collaborazione con la Mondadori come consulente. Non lo faccio solo perché mi pagano e perché voglio mantenere un piede nella macchina editoriale, guardarla da dietro le quinte, ma perché con gli anni ho scoperto che mi piace lavorare con gli altri scrittori e aiutarli a chiudere il loro lavoro. Riesco a farlo perché so bene quello che stanno passando mentre scrivono perché lo sto passando anch’io nello stesso momento. Quindi discuto con loro le trame e i passaggi salienti, mi confronto con loro sui dubbi che hanno e cerco di spiegare come mi comporterei io al posto loro, leggo le bozze, do consigli, poi faccio da tramite con i redattori che revisionano le bozze e impaginano, discuto titoli e copertine, se serve presento il titolo con l’autore. Sono un po’ come un calciatore che fa l’allenatore senza aver appeso le scarpette al chiodo.

Va da sé che l’allenatore non posso farlo per molti autori, perché non ne ho il tempo. Gli autori che lavorano con me hanno cominciato perché per qualche motivo mi conoscevano (alt, blocco sul nascere le minchiate: non sono stati pubblicati perché mi conoscevano, ma lavorano con me per quel motivo, la scelta di pubblicarli è stata fatta a monte)  oppure perché dentro la macchina Mondadori qualcuno ha pensato che fossi il più adatto a seguirli e me li hanno proposti. Non sempre accetto, non sempre funziona. In passato ho seguito autori che mi hanno maledetto e trattato pubblicamente da figlio di puttana, oppure autori che ho mandato io a quel paese. Condizione necessaria perché il rapporto funzioni è la fiducia reciproca. Se l’autore pensa che sono un servo del moloch mandato a tarpargli le ali non funziona. Se l’autore mi vede come il suo correttore di bozze (mestiere nobilissimo) non funziona. Su tutto il resto ci si può accordare.

Detto questo, e non esaurendo il rapporto editing che meriterebbe più ampio trattamento, a volte la casa editrice mi gira dei manoscritti chiedendomi un parere oppure me ne arrivano direttamente nella casella di posta. Nel primo caso il lavoro è semplice. Do un’occhiata e se penso che valga la pena dico a chi me l’ha mandato di far fare una scheda approfondita di lettura a qualcuno di quelli che sono pagati (poco) per farle, poi lo riprendo in mano e lo discuto nel comitato editoriale. Se mi accorgo che non ce n’è, invece, mando una mail con scritto: lasciamo perdere, o qualcosa di altrettanto veloce perché il tempo è prezioso per tutti. E quello che mi è più prezioso, scusate, è il mio: o scrivo o leggo, e quando leggo per lo più leggo cose che voglio leggere per il mio piacere o devo leggere per il mio lavoro: lo spazio per i manoscritti è minimo.

Quanto invece il manoscritto mi arriva sulla casella di posta, allora sono guai, perché davanti a me, virtualmente, c’è una persona che aspetta una risposta proprio da me, non da un’entità invisibile, e me ne sento il peso addosso. Qui vi rivelerò una cosa che forse non sapete se non fate questo mestiere, ma vi assicuro che è vera. Per capire che un manoscritto è buono ci vogliono lunghe giornate, per capire che un manoscritto non va bastano pochi minuti. Leggi le prime pagine e capisci se l’autore ha qualcosa da dire o no, se sa far parlare i personaggi o no. La trama viene dopo e si può sempre discutere, ma se un autore non sa come gestire personaggi e voci, se non sa cosa sono i punti di vista, la miglior trama del mondo non servirà. Prendete per esempio alcuni romanzi di King: la trama è debolina, ma sono scritti talmente bene che te ne fotti.

Se un autore, quindi, sa gestire minimamente le cose di cui sopra, vai avanti a leggere e cerchi di capire se il romanzo sta più o meno in piedi (e la lettura diventa complessa perché devi entrare più in profondità), se non è troppo simile ad altre cose che hai già letto, se mantiene interesse, se dietro tutto c’è una voce, magari acerba, e non un dattilografo. Per fortuna che il novanta per cento dei manoscritti non funzionano proprio, e non hai bisogno di fare questo lavoro: la casa editrice manda la risposta standard e tanti saluti. Il problema è che quando il manoscritto arriva direttamente a me e devo dare una risposta a chi me l’ha mandato, sento di dover dire qualcosa di più  di “non funziona”. Perché la frase vuol dire qualcosa per un editore, ma non per uno scrittore. Perché mi dispiace , perché mi metto al posto loro. Perché se uno scrive voglio che continui a scrivere, anche se deve partire da quasi zero, perché qualcosa imparerà lungo la strada anche se magari non pubblicherà mai. Allora mi tocca studiare il caso. E ci perdo un sacco di tempo. E spesso la risposta non la mando che meeesi dopo,  e spesso, chi mi ha mandato il manoscritto si è già stancato di aspettare e ha messo un commento su qualche blog dicendo che sono uno stronzo e che c’è la mafia editoriale e sono tutti raccomandati. Oddio, a volte lo fanno anche se la risposta la do, ma lì almeno non mi sento in colpa. Ho fatto del mio meglio.

Tutta questa spatafiata per dire: amici se mi avete mandato il manoscritto mesi fa e non mi sono ancora fatto sentire, sappiate che non l’ho gettato direttamente nel cestino. Sto solo cercando un modo gentile e vagamente utile per dirvi che non mi è piaciuto.

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Scritto in Libri and Scrivere da Sandrone Dazieri il 16.1.2012 alle 13:14.

11 Commenti

  1. Francesco 16.1.2012, 23:28
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    Oh, finalmente mi è chiaro. Ti ringrazio per questa spiegazione che nessuno finora aveva ancora saputo darmi.
    E anche per aver detto che il correttore di bozze è un lavoro diverso e molti non vogliono capire che gli errori di battitura (non pretendo quelli di grammatica) potrebbero almeno correggerseli da soli.
    Ma a tanti aspiranti “pubblicatori” on piace sporcarsi le mani con la gomma da cancellare, seppur virtuale.
    Ho sentito io persone pretendere che poi ci dovesse essere qualcuno che correggesse i loro errori (ma non ci pensa l’editore?) confondendo editore con editor e correttore di bozze..
    E’ molto interessante questo post, e mi conferma quello che ho sempre pensato. Che non bisogna cercare le persone solo per poi chiedere favori o favoritismi. E rispettare il lavoro degli altri e il loro tempo.
    E poi il divertimento è scrivere, pubblicare è secondario, secondo me. Mi sono stancato di scriverlo in giro, ma chissà perché, mi prendono tutti a male parole.
    Comunque è molto istruttiva la descrizione del processo di esame ed eventuale scelta di un’opera. E sono d’accordo che ad accorgersi che non va bene bastano una decina di pagine, e sono buono, a volte basta la prima pagina.

    Francesco

  2. Francesco 16.1.2012, 23:30
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    Io comunque neanche risponderei, tu sei troppo buono :-)
    Tanto si incazzano lo stesso…

  3. Cuthbert A. 17.1.2012, 15:22
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    Perché nessuno commenta? Qui si è parlato di cosa realmente interessa tutti noi: della scrittura, dei sogni. Dove sono finiti tutti? Pur non avendo mandato in giro il mio romanzo (non ancora), questo post è stato un colpo al cuore comunque. Ovviamente era una cosa necessaria dirlo a tutti, però l’ultima frase davvero è stata dolorosa. Magari ci saranno quelli che si rimboccheranno le maniche e partiranno con un altro lavoro letterario. Oggi non scrivo, mi sento scoraggiato. E spero non ci siano quelli come me, che magari hanno accusato il colpo. Sapevo di Licia Troisi, da molti catalogata come “scoperta di Sandrone”. Mi chiedo: il suo iter è stato lo stesso? Anche lei ha mandato qualcosa ed è stata “notata”? Beata lei, ce l’ha fatta! Io la prendo come esempio. E prendo come esempio i vari Ammaniti e Paolo Giordano. Saranno passati anche loro dalla gavetta, avranno avuto a che fare con rifiuti. Hai ragione quando parli di “risposte fatte” da parte delle case editrici. E’ anche giusto fornire all’aspirante scrittore le motivazioni del rifiuto. Ma il tempo è prezioso, certo. E il tuo tentativo rispettoso di dire a tutti che non ti è piaciuto niente è encomiabile. Solo che fa male. E lo dico pur non avendoti mandato alcun romanzo. Poi mi posso anche sbagliare, eh? Può darsi che i più se ne siano fregati e abbiano continuato imperterriti nella loro scrittura. Io no, invece. Sono un po’ come la fottuta Borsa: mi faccio influenzare dai mercati e vado giù di umore e non scrivo. Davvero. Spero mi passi questo scoramento, perché io devo portare a termine il romanzo e sognare di fare della scrittura il mio mestiere. Il sogno è tutto ciò che ho, credimi. Ti sarai ritrovato anche tu nei panni di uno che cerca incessantemente la realizzazione professionale. Quando ti invierò il mio lavoro, e lo farò, contaci, spero che tu possa andare avanti nella lettura e non fermarti alle prime pagine. Ciao Sandrone, rimani comunque un punto di riferimento.

  4. Sandrone Dazieri 17.1.2012, 18:30
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    @ Cuthbert Non sempre non mi è piaciuto niente. A volte non mi è piaciuto qualcosa, a volte mi è piaciuto ma non saprei dove collocare il romanzo. A volte semplicemente sono in ritardo perché il tempo è poco e non ho neanche aperto il file. Purtroppo la gente che legge per mestiere è meno di quella che scrive per diletto.
    Per quanto riguarda Giordano e Ammaniti non so come cominciarono, Licia mandò il suo primo romanzo in Mondadori che finì sulla scrivania di una collega che non si occupava di fantasy italiano che lo posò sulla mia perché ai tempi mi occupavo di Urania. Io l’ho guardato, ho pensato che forse, ho fatto fare la scheda, ne ho parlato con un paio di colleghi e con l’allora direttore, ho contattato Licia e abbiamo cominciato a lavorare. E’ chiaro che c’è stata una certa dose di fortuna, ma la trafila è stata classica.
    Per quanto riguarda il tuo manoscritto, come quello di tutti. Come spiegavo sopra, se arriva a me e c’entra qualcosa con quello che faccio (molti mi mandano romanzi di generi di cui non mi occupo) non leggo solo le prime pagine. Ma stai certo che ne bastano poche per capire se uno sa scrivere, e vale anche per te.

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    Caro Sandrone,

    sono tra i tanti che ti hanno mandato un romanzo, nella speranza che trovassi il tempo di valutarlo. Sapere che in ogni caso rispondi e che un “lasciamo perdere” non lo neghi a nessuno, ha risparmiato a te una mail e a me il dubbio relativo a se disturbarti o meno per ricever notizie.
    Buona giornata,
    Luca

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    Leggendo queste parole so che non manderò mai un manoscritto a uno scrittore… Sarei mortificato di essere considerato uno spreco di tempo

  7. Francesco 21.1.2012, 18:22
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    @Cuthbert, continua a scrivere.
    Certi momenti capitano a tutti, ma si scrive perché non se ne può fare a meno, non avendo come scopo principale quello di pubblicare.
    Sarebbe fare come quelli che lavorano solo per i soldi (che sono pure importanti), non ne faranno mai tantissimi.
    Scrivi e correggi e poi correggi ancora, come se avessi già l’editore.
    Se dovrà venire verrà lo stesso, altrimenti ti sarai divertito a fare una cosa che ti piace.
    E poi oggi, se vuoi far leggere a qualcuno quello che scrivi, hai un sacco di possibilità, per avere commenti da semplici lettori, che non ti conoscono e quindi ti diranno la verità. Non far leggere agli amici o ai parenti, così sarebbe troppo facile.
    Un indirizzo che potrebbe interessarti è: starbook.it
    E se vuoi facci sapere che ne pensi.
    Chiedo scusa al titolare del blog, ma non si tratta di pubblicità, visto che non ci guadagno niente.
    Mi fa piacere dare informazioni che potrebbero essere utili. Ed evito di parlare di me, infatti neanche metto il mio sito proprio perché non accada neanche per sbaglio.

    Saluti

  8. Francesco 21.1.2012, 18:32
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    mi correggo: starbooks.it,
    con la esse alla fine

  9. avatar

    Cuthbert ti capisco eccome. devi superare, se mi posso permettere, la fase dello scoramento. se credi davvero di essere bravo. porta in faccia? pazienza busso alla prossima. un’altra porta in faccia? ribusso a quella dopo. fai/facciamo un mestiere che inevitabilmente passa attraverso il filtro del giudizio altrui (anche dopo la pubblicazione) perciò bisogna farci il callo.
    ah, non vorrei offendere nessuno ma io personalmente credo ben poco a certe letture incrociate. i lettori per l’appunto, non sono professionisti e i loro giudizi, positivi o negativi che siano, non sono professionali.
    Sandrone: hai fatto benissimo a spiegarti, anche dalla voglia di spiegare il perchè dei tuoi tempi lunghi tramite questo post si capisce il tuo dispiacere e la tua immedesimazione. rimango sempre in attesa di vederti a Torino. l’ultima volta l’ho scoperto per caso che eri stato all’Aska… dopo che ci eri stato. non c’è un modo di essere aggiornato sui tuoi giri? la sezione “appuntamenti” qui dice “in costruzione” (ahimè non ho twitter). ah, Io accetterei volentieri di essere giudicato in 3 pagine… come si fa? Ciao a tutti!

  10. gustavo corfetti 28.1.2012, 23:04
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    Egr Sandrone, molto interessanti le spiegazioni fornite circa il lavoro di editor correttore di bozze etc etc. Non ho un manoscritto da inviare, ma cio non toglie che sia un curioso di questo lavoro e quando ne capisco qualcosa in piu sono sempre contento. Io i romanzi da leggere me li scelgo un po a intuito e un po ragionando sui commenti che leggo. E normalmente non compro quelli dove i commenti sono troppo entusiasti. A te ti ho scelto molto a intuito e sono stato ripagato largamente e sull’ultimo romanzo della saga del ‘socio’ ho scritto un breve commento sul siti ibs.it.
    Mi rendo conto che una storia che funzioni non la si trova sugli scaffali del supermercato: mi chiedo comunque se per caso hai in programma una nuova storia del socio o magari ce n’è una la cui uscita è stata già pianificata.
    Ne avrei bisogno visto che continuo a sfogliare i romanzi della serie.
    I tuoi romanzi hanno comunque qualcosa di chandleriano, (anche quelli continuo a sfogliarli) a parte il primo (attenti al gorilla) dove l’inizio del primo capitolo potrebbe averlo scritto Chandler in persona. E comunuqe penso che sia uno dei tuoi scirttori preferiti. Credo di non sbagliare. In attesa di “lui”, cordiali saluti/GC

  11. Sandrone Dazieri 29.1.2012, 01:42
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    @Gustavo
    Grazie! E grazie per aver colto la citazione del primo capitolo di Attenti al Gorilla che era in effetti un omaggio al Grande Sonno. Chandler è senz’altro uno dei miei scrittori più amati.


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