Sandrone Dazieri

Suono la tastiera mentre la nave affonda. Qualcuno deve farlo

La satira sullo stupro è controinformazione?

Non sono un consumatore abituale di politica in televisione e seguo poco Anno Zero, anche se firmai qualche appello perché continuasse a esistere. Ieri sera, però, l’ho guardato attratto dalla presenza di Al Gore e dalla questione della chiusura di Current Tv. A un certo punto Santoro annuncia l’editoriale di Travaglio, che aveva appena finito di baccagliare con Belpietro, descrivendolo come uno dei più “divertenti” della stagione. Divertentissimo, dice. Tenetevi forte, ecc.

L’editoriale di Travaglio è sullo stupro di cui è accusato Strauss-Khan. Parla per dieci minuti, facendo dei paragoni a suo parere buffi e volutamente surreali con il caso Berlusconi. Diciamo che Strauss-Khan è utilizzatore finale di cameriera, che vogliamo la prescrizione precoce, l’ho violentata per impedire che la violentassero altri… e così via.

Rimango agghiacciato, e ho come l’impressione che anche il pubblico in sala non si diverta poi molto (ma questa può essere solo una mia proiezione). Non entro sul merito del paragone (è lecito paragonare un’accusa di stupro a un’accusa di corruzione di minorenne?) e lascio la disquisizione a menti più sottili della mia,  ma sentire un uomo che fa battute sullo stupro mi dà la nausea. Sì, certo, la motivazione è quella di attaccare le scuse del signor B sulle sue questioni giudiziarie. Sì, certo, le battute sono dette a fin di paradosso e non si intende in alcun modo giustificare lo stupro…

Ma la sensazione rimane.

Questo editoriale mi ricorda troppo da vicino le battute che una certa percentuale del mio genere fa in caso di stupro, mi ricorda troppo la gradassata maschilista.  E la sensazione è ancor più amplificata vedendo i punti salienti del discorso di Travaglio ripetuti su Twitter, con contorno di sghignazzi.

Mi chiedo se un uomo – sì, da una donna non mi avrebbe dato fastidio, ma sono certo sarebbe stato diverso anche nei modi e nei contenuti –  possa permettersi di fare questo genere di satira. A fin di bene  o di male. Mi chiedo se si possa dimenticare che l’oggetto di questa satira non è solo il potere, ma anche una povera crista di cameriera che, se le accuse verranno provate, è stata violentata e brutalizzata sul pavimento di una camera d’albergo, solo perché un tizio pensava di poterla usare come usava le suppellettili della stanza. E anche nell’editoriale di Travaglio è ritornata a essere un oggetto, e poca importa che si tratti non di oggetto sessuale ma contundente, da usare contro le palle del signor B.

Mi chiedo: se questa fosse stata una barzelletta del signor B, come avremmo reagito?

Tags: , , , ,

Scritto in News and politica da Sandrone Dazieri il 21.5.2011 alle 01:37.

34 Commenti

  1. avatar

    Siamo in due. Questa volta Travaglio mi ha lasciato basito. Non l’ho trovato per niente divertente. Non ho proprio capito perché si sia sentito in dovere di fare una sparata del genere…

  2. avatar

    >le battute sono dette a fin di paradosso e non si intende in alcun modo giustificare lo stupro…

    Temo che in questo post ci sia troppo bias. D’altro canto, è un post su un blog.

    >ho come l’impressione che anche il pubblico in sala non si diverta poi molto

    Come tu stesso ammetti poche righe dopo parlando di sghignazzi, il pubblico rideva anche fragorosamente, lo si vedeva dalle immagini e lo si sentiva con le orecchie. Non riesco a chiamarli sghignazzi. Il video è su YouTube, riguardalo con più attenzione.

    >La satira sullo stupro è controinformazione?

    Può essere, ma quella di ieri non mi risulta fosse satira sullo stupro. L’oggetto della satira è chi ha banalizzato la donna e chi la vede come un oggetto non meritevole neanche di esternazioni sensate. L’oggetto della satira è il potente che opprime la donna prima fisicamente e poi psicologicamente. Si parla di stupro, ma non vi è dileggio della vittima, bensì delle scuse accampate e della difesa “illegale”, come a dire che ella non merita neppure la dignità di essere umano.

    >se questa fosse stata una barzelletta del signor B, come avremmo reagito?

    Problema: una barzelletta è una storiella inventata, o che almeno racconta eventi di cui è impossibile individuare eventuali protagonisti reali. Le cose che ha detto Travaglio sono fatti realmente accaduti, rimontati per mostrare al pubblico quanto siano state paradossali le balle raccontate dai protagonisti delle vicende dello scandalo sessuale italiano (utilizzatore finale, l’ho pagata per non prostituirsi, eccetera). L’editoriale di Travaglio è pertanto un tentativo di catarsi dalle idiozie. Il paragone non è corretto.

    Mi fermo, perché difendere Travaglio mi dà anche un po’ fastidio.

  3. avatar

    Io anno zero non lo guardo mai…e da quello che leggo direi che continuerò a non farlo. :(

  4. Sandrone Dazieri 20.5.2011, 09:23
    avatar

    Non so cosa sia il bias, ma questo sicuramente è un post su un blog.
    Gli sghignazzi cui mi riferivo erano su twitter ah ah ah eh eh eh, in sale ne ho visti pochi, ma mi fido di te che lo hai rivisto su youtube. La gente si è divertita.
    Spesso le barzellette stravolgono fatti realmente accaduti e prendono di mira persone vere: i comunisti, hitler, i gay, i malati di aids, Rosy Bindi, tanto per fare esempi di alcune barzellette del signor B.
    Per il resto, ti lascio alle tue convinzioni.

  5. avatar

    Lo stupro francamente non mi pare uno spunto accettabile per nessun tipo di satira. Anche se l’obiettivo era colpire chi banalizza le donne, anche se tutte le cose dette da Travaglio sono dichiarazioni rilasciate dalle persone coinvolte: gli stessi obiettivi non si potevano raggiungere in altro modo? Non contesto la veridicità di quello che riporta Travaglio, e neppure il fatto che lui possa parlare di quello che gli pare; ma, per me, l’editoriale che cita Sandrone è, come minimo, una caduta di stile molto grave che Travaglio ci poteva benissimo risparmiare. Forse, in questo Paese, ci vorrebbe meno satira su tutto e su tutti, e un po’ di sensibilità.

  6. avatar

    Premetto che io non l’ho nè visto nè sentito. Lo leggo dal blog. In ogni caso, forse perchè sono donna, non mi fa ridere. Come non mi fanno ridere le barzellette sessiste o che alludono a pedofilia o razzismo. Può darsi che io sia un po’ “intransigente” ma la cultura di un popolo, il rispetto per le persone, passa anche attraverso ciò che si trova divertente.

  7. chiara ryan izzo 20.5.2011, 10:28
    avatar

    Purtroppo non è la prima volta. Allego una lettera che scrissi ad amici e parenti un anno fà. Grazie per il suo dissenso e sdegno.

    Venerdì 26 Marzo 2010 ore 02.20
    Questa sera sono stata in piazza Azzarita davanti al Paladozza di Bologna da dove hanno trasmesso ‘Rai per una notte’, il ritorno “illegale” di Santoro e del suo programma ‘Annozero’.
    Ero con alcuni amici e mi sentivo partecipe assieme alle persone in piazza ad una manifestazione per la libertà di parola e di espressione. Avevo l’impressione di condividere con le persone -sedute, in piedi, arrampicate sui muretti ma anche a quelle collegate via web e per satellite- il bisogno di richiedere con forza più apertura e più libertà d’informazione in Italia. Credevo che queste richieste potessero essere il punto di partenza per poi avviare un processo di cambiamento. Mi sentivo parte di una cittadinanza attiva e consapevole della necessità di trasformazione. Dopo anni mi sentivo meno sola.
    Adesso a fine serata mi sento più sola.
    Devo dirlo, altrimenti dovrei fare finta di niente, ma penso di aver assistito ad uno spettacolo di poco spessore, fatto di quella pochezza di riflessione che non cambia le cose ma che anzi, le rende tutte uguali.
    Lo scontro Santoro-Berlusconi ormai ha le sue armate di soldati e molti di questi sono uomini che credono in un leader e che odiano l’altro (leader). Questi “combattenti” stanno costruendo una loro identità di potere e lo fanno in vari modi, dimostrandosi servili verso il Presidente o incazzati neri su un programma televisivo, ad ognuno la scelta dello stile per emmergere e dimostrarsi valoroso nella propria arena. Ovviamente I due schieramenti non sono assolutamente uguali. Ci sono pareri diversi sulle libertà, i doveri della classe politica, il ruolo delle istituzioni (per citarne solo alcuni) e durante la serata in questione alcune di queste opinioni sono state espresse in qualche timido intervento ed in qualche faccia visibilmente imbarazzata. Sono convinta però che allo spettacolo di ieri sera sia soprattutto emerso la perdità di rispetto dei valori e della riflessione che essi dovrebbero scaturire ed invece si sia assistito al loro sacrificio difronte allo scontro; sono venuti meno la capacità di articolazione del pensiero e la voglia di capire e spiegarsi l’altro. A mio parere è venuto meno la ricerca del perseguimento del bene comune.
    Non mi aspettavo un segmento importante del programma dedicato all’affaire Berlusconi vs Santoro e sulle intercettazioni in merito. Non me lo aspettavo –anche se credo siano importanti ed interessanti- perchè a mio parere un pò fuori luogo in un programma presentato dalla stessa persona di cui si parla. Avrei gradito una parentesi iniziale, spiegando le motivazione di un programma trasmesso via web e satellite, ma non posso dire che condivido la scelta di utilizzare questo punto come filo conduttore dell’intero programma in quanto non sufficiente per far cogliere la vera natura del dilemma; Il problema non è che Berlusconi possa far cancellare, allontanare o manipolare un programma, un conduttore, un palinstesto, un telegiornale, durante un periodo pre-elettorale dove invece ci sarebbe bisogno di più informazione possible. La vera natura del problema non risiede solo nell’esecutore singolo in quanto chiunque con quell’obiettivo e con abbastanza risorse lo potrebbe comunque fare. La possibilità di controllare l’informazione nasce dall’ignoranza diffusa su cosa significa libertà di espressione, sulla mancanza di un pensiero approfondito sulla libertà di opinione e quali sono le regole da rispettare in un dibattito. Le persone che vogliono controllare ed incanalare le informazioni possono farlo perchè si abbandona l’articolazione e la necessità di spiegazioni, per una arena mediatica dove diventa più importante colpire velocemente e acculmulare consensi. Fondamentale a tale scopo è l’addozione di un linguaggio veloce che semplifica ed essenzializza, che dunque non permette la riflessione o la sfumatura. E’ il linguaggio del bene e del male, del giusto e del sbagliato, dove non vi è nulla tra queste due estremi. Al pubblico non gli si permette di prendere distanza e cercare una posizione da dove poter formulare una sua opinione, non gli si permette uno sguardo critico ma gli si chiede prima di tutto di dimostrare la propria fedeltà. Bisogna applaudire, bisogna gridare, bisogna ridere dell’avversario.
    Ieri sera mi sono sentita strumentalizzata in quanto pubblico e soprattutto offesa come donna perchè ho capito che siamo ormai il vero capro espiatorio di ogni uomo che desidera il potere e che sogna il suo palco con un suo pubblico. Siamo diventate lo strumento da sbandierare per gli uomini che hanno paura di non far abbastanza ridere e di ricevere meno applausi degli altri uomini. Siamo una carta per richiamare l’attenzione e creare un gruppo.
    Durante il programma infatti si sono fatti commenti sulle donne. I commenti non sono stati considerati pareri in quanto le parole denigratorie sono ormai parte del vocabolario comune italiano e non destono stupore; possono essere utilizzati senza aprire un dibattito sull’uso stesso della parola e senza assumersi responsabilità della loro connotazione denigratoria. Queste parole spogliate sono divenute soltanto uno strumento per raccogliere consenso tra uomini denigrando le donne, che sono dunque puttane quando si parla di qualcosa di sporco e che sono escort quando si associano a uomini di potere. La donna viene sempre e comunque scopata e quando viene chiamata puttana è insultata senza responsabilità e dunque senza la possibilità di controbattere. Se fate attenzione a come Luttazzi (che in molti altri casi passati mi è piaciuto e che ho sempre voluto rivedere in televisone) ha associato la donna durante il rapporto anale con gli italiani ed il loro rapporto con Berlusconi, noterete che ha fatto molta attenzione a rivolgersi al suo pubblico maschile. Luttazzi ha precisato “quando fai sesso anale con la tua ragazza” e non ha semplicemente detto “quando fai sesso anale” lasciandoci immaginare moltre altre possibilità come la masturbazione o un rapporto omosessuale; si parlava di rapporto di potere e quindi serviva una figura femminile soprafatta da una figura maschile. Luttazzi poi ha descritto l’atto come qualcosa di sporco, di qualcosa di cui solo la donna dovrebbe vergognarsi, Berlusconi-l’uomo della scena hard- invece se la gode.
    Tutti hanno riso, tutti hanno applaudito, nessuna responsabilità, niente di grave, anzi piace pensare che abbiamo sentito qualcosa di un pò osè, si copre tutto con una velatura di voyerismo e sospiriamo perchè finalmente qualcuno ha detto qualche parolaccia in televisione. Chi se ne frega se poi non ha espresso un opinione profonda sullo stato delle cose? E chi se ne frega se la donna passa per sottomessa e questo ti fa ridere per una volta?
    Una volta? Ma non è quello che fanno tutti? Non è l’arma di tutti chiamare puttane le donne degli altri? Non è questo il problema? Non sono gli uomini di potere (politico, mediatico, economico) che non si assumono le proprie responsabilità quelli che ci hanno stancato? Di cui ci vogliamo liberare?
    A fine show mentre mi incamminavo per andare a prendere l’autobus ho sentito le chiacchiere di alcuni ragazzini (di circa 20anni), anche loro erano stati in piazza. “Luttazzi che mito, le donne inculate che ridere…” Io mi giro e li guardo, loro ridono.

    Sono arrabbiata, mi sento imbavagliata, spogliata, umiliata come donna, come donna di sinistra che crede nella parità dei sessi, che vuole che le cose cambiano ma che crede che ancora dobbiamo pensare ed articolare, che non ci possiamo permettere di essenzializzare, di ridurre e poi semplicemente lanciare slogan. Forse per una notte si può vincere ma non si cambia.
    Voglio chiarire che non desidero assolutamente la censura ma che vorrei più responsabilità e più rispetto, soprattutto da parte di persone che hanno posizioni di rilievo siano queste posizioni istituzionali e non. Quella sera avrei voluto che qualcuno- donna o uomo- avesse disentito della strumentalizzazione della donna e del pubblico. Avrei voluto un vero dibattito su quello che sta succedendo alla società italiana.

  8. avatar

    Penso che la malattia mentale, spesso, almeno per chi non se ne occupa, sia irriconoscibile ma non per questo meno dannosa.

    Guarda, ad esempio, il regista Lars Von Trier che ha dichiarato di comprendere Hitler e di essere un pò nazista perché, in fondo, “Israele è un dito nel…” Secondo me, che non stesse bene si poteva facilmente evincere da molti dei suoi film, ma si gridava all’arte…

    Ora, non voglio mettere Travaglio sul suo stesso piano chiaramente, ma credo che anche una percezione alterata della realtà, seppur a fini di spettacolo o per mantenere la linea editoriale di un personaggio, possa essere indice di scarsa sanità mentale.

    Ho letto le critiche e le difese qui nei commenti, ma non avendo visto la puntata in questione, non avendo intenzione di recuperarla e non essendo un’amante di Annozero, mi baso sul tuo racconto. Sei rimasto agghiacciato, dici. Lo comprendo, avrebbe agghiacciato anche me. Una barzelletta non può essere ‘teatro’, una chiacchiera volgare da bar non può trasformarsi in giornalismo e neanche in satira, che è arte antica e sottile. E il motivo per cui non è possibile non sta certo nella recitazione, che tutti possiamo inventarci guitti, ma sta nella responsabilità che devono avere tanto un attore che un giornalista, come hai giustamente sottolineato. Perché, dal momento che si sale su un palco, soprattutto con l’intento di fare informazione, ci si deve assumere l’onere di essere almeno corretti, se non obiettivi. Ma si dirà che era un’editoriale, un’opinione personale, magari di cattivo gusto…

    Questo ‘cattivo gusto’ di cui si parla tanto ultimamente: “ha fatto un gesto di cattivo gusto (il premier fa le corna in una foto), una battuta di pessimo gusto (Il presidente degli USA che ha una bella abbronzatura)… Ma di cattivo gusto sono i gesti che a volte scappano a ognuno di noi, le gaffe che può fare la nonna o la zia, ma per un personaggio pubblico sono ALTRO!

    Sono idee che passano, informazioni distorte, ideologie rivangate a uso e consumo delle campagne elettorali! Ma sono così invisibili le realtà alterate di certi personaggi?!

    Ecco, scusa lo sfogo, ma spesso le persone con le quali esprimo queste idee mi guardano con un punto interrogativo stampato in fronte, perché sembra impossibile dire che hai smesso di guardare la tv, che guardi solo film e t’informi attraverso internet perchè la maggior parte di quello che passa in tv è immondizia e, spesso, pure artificiale.

    Io per la Tv ci lavoro, anche se indirettamente, e certi personaggi osannati sono nella vita di tutti i giorni persone che non vorremmo avere neanche come vicini di casa. Con tutto il rispetto per Travaglio che non conosco, penso che non sia difficile intuire come molte trasmissioni, anche quelle d’inchiesta, non siano certo nate per fare un servizio al cittadino (ti ricordi il maestro Manzi che insegnava a leggere e a scrivere? :) ) ma per fare dei loro conduttori delle superstar. Che sappiano almeno stabilire una linea editoriale rigorosa, se ambiscono a fare informazione, dovrebbe essere il minimo richiesto per andare in onda. Ma sembra che se ne preoccupino poco, abituati come sono a ricevere citazioni, garanzia ormai di attendibilità. Più ti insultano e ti citano in giudizio e maggiore è la credibilità del programma.

    Qualcuno ieri mi ha riportato di aver letto una discussione sulla liceità o meno dello stupro quando la vittima è una persona che si conosce… cosa dire?! Forse dovrebbero ritrasmettere quel processo per stupro di tanti anni fa, in cui l’avvocato difensore degli stupratori si trasformava in accusatore della vittima che doveva rimanere a casa a fare la calzetta invece di uscire a provocare i suoi assistiti… Ma cosa sta succedendo? Possibile che l’uomo non sappia distinguere più la violenta malattia mentale di chi stupra?! Possibile che certe immagini da bar di estrema periferia assurgano a satira?! Divengano addirittura EDITORIALI?!

    Questa è ignoranza, per non dire di peggio, e non m’interessa che mi si chieda scusa per il ‘cattivo gusto’, preferisco non guardare certa televisione, non fare ascolti. Prima o poi, quando tutti si renderanno veramente conto del potere dell’ascolto (vedi la trasmissione di Sgarbi, giustamente soppressa) forse, e dico forse, non saremmo più governati da malati mentali. Che di questo si tratta, non certo di cattivo gusto.

  9. avatar

    @chiara: la tua lettura dell’intervento di Luttazzi non mi sembra molto corretta. Trova (per come la vedo io) il punto cruciale Tooby pochi interventi più sopra: c’è dileggio della vittima?
    Luttazzi (che molti difetti avrà, ma certo non quello di superficialità rispetto a questi temi) ha fatto un’operazione molto complicata: certamente ha creato immedesimazione (diremmo meglio: proiezione) con il maschio che penetra la ragazza (con espressioni volgari che creano complicità: “il tuo silos di carne” per riferirsi al pene ecc, ma anche col semplice uso del pronome “tu”, e poi, “vedo che sapete di cosa sto parlando”); lascia sfogare le risate della gente; poi, però, rovescia completamente la prospettiva ( “…e questo è molto eccitante, almeno per te”), ricordando all’improvviso che in realtà noi siamo quelli che, per dirla pulita, la prendono nel culo.

    @tutt* Quanto all’intervento di Travaglio di ieri sera, mi pare un caso diverso, e ho condiviso anch’io il disagio di cui parla Sandrone (e molti altri commentatori). Qui, lo stupro era una cosa strumentale per parlare d’altro. Non importa, dice giustamente Sandrone, se non è un oggetto sessuale ma un oggetto contundente, da scagliare addosso al proprio avversario: sempre donna-oggetto rimane. Come diceva, ancora una volta, Luttazzi, l’umanità della vittima non è una cosa su cui si può passar sopra alla leggera.

  10. avatar

    (d’altronde, la cosa non mi stupisce: nell’equivoco secondo cui Travaglio sia una persona di sinistra non sono mai caduto.)

  11. Sandrone Dazieri 20.5.2011, 13:46
    avatar

    Non voglio limitare i commenti di nessuno, ma non fidatevi di quello che dico io. Prima di dare giudizi pesanti guardatevi il video.

  12. avatar

    Ciao Sandrone :)

    Ecco un contributo alla discussione. Per chi non l’ha visto è segnalato il video dell’intervento di Travaglio.
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/05/20/travaglio-e-le-sue-battute-sullo-stupro/

    @Tooby: hai mai visto Travaglio dedicare un solo intervento alla violenza sulle donne? O alle donne a prescindere dalla violenza? Hai mai notato che cita le donne solo per dimostrare le sue tesi contro Berlusconi? Quindi secondo te, si può dire che usa le donne per argomentare le sue opinioni, oppure no?

    Ciao

  13. avatar

    Dici che sono ci andata troppo pesante? Forse hai ragione, lo pensavo anche se ho letto e riletto prima di postare il commento. Quindi, contrariamente a quanto dichiarato, ho guardato il video. Ti chiedo: Travaglio ha parlato della vicenda Strauss-Kahn o l’ha utilizzata per fare l’ennesima satira sul Governo e su certi atteggiamenti di personaggi pubblici?

    Non riesco più ad ascoltare critiche in forma di barzellette. C’è poco da ridere sul nostro Paese in questo momento e se questa è la sinistra che si pone come alternativa, temo che quella delle amministrative si rivelerà una vittoria di Pirro.

    Penso che una seria controparte dovrebbe fare informazione, appunto, e non utilizzare lo stesso strumento del governo, le barzellette, con un diverso repertorio. Non è una gara a chi fa ridere di più.

    Ho usato l’espressione malattia mentale, perché sinceramente ritengo che non si possa fare dell’ironia su certe vicende e che, tra l’altro, l’ironia e la satira siano soprattutto una questione di tempi comici che, ad Annozero, mancano totalmente.

    Sono preoccupata dalla mancanza di serietà, perché è vero che in ogni cosa puoi trovare un lato comico, ma arriva un momento in cui bisogna rendersi conto che ridere non fa diminuire il dolore degli schiaffi presi, né tantomeno minimizzare/strumentalizzare una violenza significa ‘fare informazione’.

    Grazie per lo spazio concesso e mi scuso per la lunghezza dello sfogo. Ho perso l’abitudine di dire le cose ad alta voce e il tuo post, evidentemente, mi ha provocato una reazione.

    Come ha ricordato Saviano, il grande Eduardo disse :”a furia ‘e dì simm cos’ e niente, simm diventati due cos’ e niente”

    Non so se è scritto correttamente in napoletano, ma traduco: ” a furia di dire è cosa da niente, siamo diventati due cose da niente”

  14. avatar

    Visto il pezzo di Travaglio. Paragonare l’episodio di Strauss-Kahn con Berlusconi e le Olgettine non ha nessun senso, farlo dimostra solo l’ossessione di Travaglio – giustificata e giustificabile o meno ai fini del discorso non ha importanza – per Berlusconi. L’effetto finale è che Strauss-Kahn ne esce come la brava persona che si fa processare, a differenza del perfido Silvio che invece usa la legge per salvarsi le terga, dimenticato che il primo ha commesso uno stupro, il secondo ha fatto sesso consenziente con una minore. La “cameriera”, come si ostina a chiamarla Travaglio, resta sullo sfondo; il fatto stesso che si riferisca a lei usando solo la sua qualifica professionale evidenzia tutta la distanza che vuole mantenere da quella che pure è la vittima della storia.
    Francamente, a me non ha fatto ridere manco un po’, e in certi punti m’ha anche infastidita.

  15. avatar

    Solo a me la cosa non stupisce? L’Italia è un paese maschilista. Punto. Basta pensare al fatto che in trasmissione hanno invitato il “Gotha” del giornalismo italiano e non c’era manco una donna. La differenza fra l’Italia e gli altri paesi è culturale, mica è Berlusconi. La cultura maschilista in Italia è radicata e riguarda tutti, destra e sinistra. A limite, la differenza è che la destra addirittura la ostenta.

  16. Paolo1984 20.5.2011, 19:33
    avatar

    Sandrone, scrivo qua in riferimento al tuo intervento su Lipperatura dove dici che a tuo parere un uomo non può fare battute sullo stupro perchè sono solo gli uomini a stuprare le donne..tu dici correttamente che c’è una differenza di genere.
    io ti chiedo: un comico maschio può fare battute sulla gravidanza e sull’aborto? alcune ottime battute di George Carlin, Bill Hicks e di quel copione di Luttazzi riguardano proprio l’aborto e colpiscono gli anti-abortisti, sopratutto.
    Vedi estremizzando il tuo discorso si potrebbe arrivare ad un effetto censorio che non gradisco: un uomo non può fare battute su aspetti che riguardano esclusivamente le donne e di conseguenza una donna non potrebbe fare battute su aspetti esclusivamente o prevalentemente maschili: e in questo modo avresti bruciato buona parte del repertorio di Luciana Littizzetto e Debora Villa.
    Un artista può fare ironia su quello che vuole e l’unico limite se lo deve dare lui o lei in base alla sua coscienza.
    Il problema qua semmai è che Travaglio non è un comico, è un cronista giudiziario a cui piace condire i suoi monologhi con troppe battute (talora pessime, come in questo caso)..è questa confusione di ruoli che è discutibile oltre al fatto che equiparare lo stupro a dei rapporti sessuali a pagamento consensuali è sbagliato: Berlusconi è un porco e un maschilista che si approfitta di adolescenti che potrebbero essere le sue nipotine..ma lo stupro è un’altra cosa.
    Leggo che qualcuno ciotava Luttazzi e il suo famoso monologo sul sesso anale…bè là si trattava comunque di sesso consensuale che serviva da metafora del rapporto tra B e gli italiani. Una cosa diversa: Luttazzi, anche se copione, è un comico, Travaglio no.

  17. Sandrone Dazieri 20.5.2011, 19:55
    avatar

    Conosco i cominci che hai citato, ma non ho presente in spefico quei monologhi. Secondo me dipende da che battute fanno. Comunque se parlano di gravidanza e di aborto dal punto di vista maschile (il rapporto con la donna in quei momenti per esempio) o se mettono in burletta gli antiabortisti francamente non ci vedo niente che tocchi la mia sensibilità. Comunque, non mi pare che parlino di stupro. Guarda, poi qui la chiudo perche’ mi interessa il vostro parere, potrei anche accettare un comico maschio che fingesse di essere uno stupratore per mettere in luce l’animo maschilista e machista. Ma qui lo scopo era quello di usare lo stupro per attaccare Berlusconi, non altro. E poi, stiamo parlando di un VERO STUPRO. Non di un caso astratto. Mettiamo che la poveraccia capisse l’italiano e avesse visto la televisione, come si sarebbe sentita, secondo te? Protetta, difesa, capita o violentata un’altra volta? Non ho la pretesa di entrare nella sua testa, ma ho pochi dubbi.
    A parte questo, credo comunque che la differenza di genere esista e vada difesa. Faccio un esempio semplice. In una lista di ragazzi per lo più di sinistra, qualche tempo fa si discuteva di aborto. La maggiorparte dei maschi diceva che, in sostanza, la decisione doveva essere divisa al cinquanta per cento tra i partner. E quando, intervenendo un po’ bruscamente, ho argomentato che il corpo non è diviso al cinquanta per cento e che la gravidanza la portava avanti la donna, e che alla donna spettava la decisione finale, sono stato tacciato di essere un veterofemminista, persino dalle ragazze. Ora, vent’anni fa, in un ambiente di sinistra, non dico di estrema sinistra, diciamo PCI, questo non sarebbe stato nemmeno discusso. Certo, poi nel loro privato le coppie si scannavano su queste cose, ma tutti avevano introiettato concetti di base, semplici, come “il corpo è mio”. E ti assicuro che anche solo vent’anni fa, quindi non nel pieno dei cosiddetti anni di piombo, se Travaglio avesse fatto il suo show, in questo modo, su un palco pubblico, qualcuno lo avrebbe tirato giù dal palco, e verosimilmente sarebbero state delle donne. Ma non solo.
    Comunque è vero. sono un vetero. sono rigido e sono scassacazzo. Ma su certe cose ho la reazione automatica.

  18. Paolo1984 20.5.2011, 21:41
    avatar

    Sandrone, sulla questione che sull’aborto deve decidere la donna sono d’accordo con te, ma non vedo che c’entri: qua parliamo dei presunti limiti che deve avere l’ironia, è vero, che io sappia, nessuno dei comici che ho citato ha fatto battute sugli stupri, di sicuro non nel modo in cui le ha fatte Travaglio (solo una volta Luttazzi sollevò l’ennesimo polverone quando in un suo monologo descrisse Andreotti che sognava di sodomizzare il cadavere di Aldo Moro)..ma vedi ognuno è scassacazzo su certe cose..io lo sono quando si mette in discussione la libertà di un comico di fare battute su quello che vuole: sarà che sono toscano, e questa è la terra del Vernacoliere che dopo Chernobyl fece questo titolo “primi spaventosi effetti delle radiazioni: è nato un pisano furbo!” giocando sulla storica rivalità tra Pisa e Livorno..e poche settimane dopo l’11 settembre tra i miei compagni di liceo circolavano battute del tipo United Airlines: ti portiamo direttamente in ufficio”: siamo mostri? Siamo insensibili? Siamo mostri? o cerchiamo di esorcizzare la paura e il dolore?
    Ricordo una battuta di Luttazzi sul caso Marta Russo: “Scattone va al cinema a vedere un film: imbarazzo generale quando davanti ad una scena di sparatoria Scattone esclama: Non si tiene così la pistola!”..scherzava su un omicidio ma bersagliava l’assassino e non la vittima..io ho sorriso, me ne devo vergognare? io adoro l’ironia pure quando è pesante, cattiva quando colpisce cose che sarebbe “corretto” lasciar stare…a patto che sia fatta da chi la sa fare e travaglio non è fra questi.
    se t’interessa ricordo pure una battuta di Carlin sull’aborto (copiata dal solito Luttazzi) che era parecchio forte,diceva: “Non capisco perchè se è una donna lo chiamiamo aborto e se è una gallina lo chiamiamo omelette” mettendo sullo stesso piano il feto con il “pulcino potenziale” dentro l’uovo…comunque di monologhi di comici maschi sull’aborto è pieno you Tube (mi viene in mente anche Chris Rock)..ciò che voglio dire è che un comico può far monologhi su quello che vuole, sarà il pubblico e la critica a giudicare.ma travaglio non è un comico. Per me è questa la questione.
    Ti saluto.

  19. Paolo1984 20.5.2011, 22:39
    avatar

    Insomma ciò su cui mi preme “scassare il cazzo” è difendere la libertà di un artista anche quando so che potrebbe offendere la mia sensibilità o quella altrui.

  20. Paolo1984 21.5.2011, 11:00
    avatar

    Mi viene in mente a proposito di battute sullo stupro che quando scoppiò lo scandalo dei preti pedofili i comici ci andarono a nozze..il Vernacoliere, anticlericale e irriverente com’è, ti lascio immaginare cosa ha scritto

  21. Sandrone Dazieri 21.5.2011, 11:12
    avatar

    Non c’entra niente, Paolo. Non stiamo discutendo di buon gusto o sensibilità, ma di stupro e ironia maschile sullo stupro usato a fini antiberlusconiani. Comunque, ci siamo capiti.

  22. paolo 35 22.5.2011, 18:00
    avatar

    Per essere corretti, Luttazzi cita Carlin e altri anche per sbugiardare chi lo attacca sostenendo che la sua non è satira, ma volgarità. “Anche quella di Carlin non è satira?” Definire Luttazzi “un copione” è sottovalutarlo parecchio. Non va dimenticato che la “notizia” delle battute citate nei suoi monologhi l’ha data Luttazzi stesso sul suo blog, nel 2005. (http://www.danieleluttazzi.it/node/144) In altre parole, Luttazzi lo fa apposta. Fingere di scoprire una cosa cinque anni dopo che Luttazzi ne ha parlato è pura diffamazione. (Sul suo blog c’è anche una lista degli autori, non solo comici, usati per i suoi calchi: http://www.danieleluttazzi.it/node/324)

    Detto questo, è sempre Luttazzi che in un articolo sul “manifesto” ha sviscerato il tema toccato qui da Dazieri: è il tema della satira fascistoide. Le linee guida per distinguere i vari casi sono tutte lì. (Lo trovi sul suo blog: http://www.luttazzi.it/node/389 )

  23. avatar

    Ho un solo dogma, l’umorismo non ha – non deve avere – altre categorie che il sistema binario: ‘fa ridere o no’ ? Introdurre QUALUNQUE eticità nell’argomento è come introdurre il buon gusto e l’eleganza nell’ atto sessuale. Totalmente inappropriato, se non addirittura controproducente. ( Mettersi nella prospettiva ‘ cosa direbbe la vittima del caso X se ascoltasse etcetera’ farebbe sparire dalla faccia della terra le più splendide perle nere e i suoi vati. )
    Travaglio però non è un comico, ma uno che fa satira: deve centrare il bersaglio , la qualità dell’ umorismo è secondaria. A volte fa ridere verde e se è sgradevole forse è più riuscita di una consolatoria risata che lascia tutto com’è.
    Nello specifico la sensibilità ‘ femminile di Dazieri ‘ è commendevole, e le sue argomentazioni confortanti, ma da donna il pezzo di Travaglio non mi ha dato fastidio: ho capito il suo intento, altre volte perseguito meglio. Mi ha reso invece sinceramente perplessa il parallelismo stupro/ sesso consenziente, per amor di giustizia . ma poi ho pensato che il paragone ci poteva stare per due motivi. Il primo è che Berlusconi forse non stupra le minorenni ma ‘stupra’ con l’arroganza del potere, molte cose sacre come la giustizia. E poi perchè sebbene noi abbiamo larghe vedute in proposito, in alcuni paesi il sesso sia pur consenziente di una maggiorenne e una minorenne viene considerato comunque stupro.
    Scusate la verbosità

    PS il pezzo di Luttazzi sul sesso anale ha un solo nome: CAPOLAVORO.

  24. Sandrone Dazieri 22.5.2011, 21:56
    avatar

    @ la questione è dibattuta anche altove nella rete, segno che non si tratta solo di un mio eccesso di sensibilità. Per esempio ti segnalo l’intervento di femminismo a Sud, ma ce ne sono molti altri. Comunque non ho mai parlato di buon gusto, che non è certo un mio problema. Quanto a Luttazzi lasciamo perder, ok?

  25. Paolo1984 22.5.2011, 22:06
    avatar

    Vabbè, la questione “Luttazzi copia” è piuttosto OT quindi non insisto.
    L’articolo “Mentana on Elm Street” è molto interessante, in effetti Luttazzi è uno dei comici più “attenti” e responsabili da questo punto di vista..eppure anche lui è stato oggetto di accuse (ingiuste, a mio parere) di maschilismo e sessismo in occasione del celebre monologo di Raiperunanotte a dimostrazione che tu puoi stare attento quanto vuoi..ma se tocchi certi argomenti (il sesso anale, nel caso specifico) è inevitabile che qualcuno si risenta..ma non è una buona ragione per non toccarli se sei un artista (Luttazzi lo è, Travaglio no).
    Su quell’articolo (Mentana on Elm Street) farei alcune considerazioni: I Griffin spesso sono geniali, altre volte sono in effetti molto discutibili come in quella gag citata nel post di Luttazzi dove per ridere della stupidità di Peter si tira in mezzo una vera vittima della Shoah, Seth McFarlane è un autore di talento, molte sue gag sono gioielli di nonsense e comicità demenziale (quelle sulla religione, ad esempio) ma a volte il gusto per la provocazione gli prende la mano. Su Borat, io il film l’ho visto..e non mi sembrato neanche per un attimo che volesse ridere delle femministe, in quello sketch si vede chiaramente che l’obiettivo è colpire il maschilismo becero e ridicolo rappresentato da Borat come nell’incontro con la coppia di anziani ebrei si vuole prendere di mira l’antisemitismo (Baron Cohen, tra l’altro è un ebreo osservante)..se poi una parte del pubblico fraintende, bè a suo tempo è stato frainteso (in Italia) anche Tolkien in letteratura e Peckinpah nel cinema.
    Tra l’altro, è solo un opinione personale, quando ci si approccia ad un prodotto artistico credo lo si debba giudicare in base, prima di tutto, a criteri artistici invece di chiedersi se potrebbe piacere alla destra o alla sinistra, se insomma “giova alla causa” qualunque essa sia. Fermo restando che ogni tipo di analisi è legittima.

    scusate se anch’io sono andato OT.

  26. Sandrone Dazieri 22.5.2011, 23:00
    avatar

    Ragazzi e ragazze, che da travaglio e lo stupro si sia passati al sesso anale di Luttazzi mi lascia un po’ perplesso, perché mi pareva ovvio che le questioni fossero distantissime. Detto questo due o tre cose che vi pregherei di tenere in considerazione. Non vi chiedo di rimanere rigorosamente on topic, ma le lenzuolate di commenti per i quali il mio post è solo un pretesto per sviscerare le proprie passioni artistiche non sono molto utili alla discussione: fanno piuttosto effetto minestrone. Secondariamente, prima di farmi due palle così difendendo a spada tratta la libertà di espressione, fate mente locale su che cazzo di mestiere faccio, ok? Sarei un coglione a chiedere la censura agli arqtisti, visto che faccio parte della categoria. Terzo, quando chiedo di evitare di tirar fuori Luttazzi, non lo faccio per orrore, ma per noia Perché è un argomento vecchio come il cucco, strasviscerato, sul quale la penso più o meno come i wu ming. vedi link
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=748

  27. avatar

    Io da donna, e avendo subito ben più di una molestia in vita mia ( verbale e/o fisica) non mi sono sentita offesa dall’editoriale di Travaglio ..

    Anzi, il suo paradosso mi è sembrato proprio volto a sottolineare la gravità della questione, che solitamente si tende a sminuire così come hanno fatto con il caso Ruby ( che lei fosse una p**** non conta molto, è pur sempre prostituzione minorile,quindi non è esattamente una bella cosa immaginare un 74enne su una potenziale nipotina)

  28. Francesco 23.5.2011, 14:26
    avatar

    Sandrone,
    personalmente non condivido il suo punto di vista, Travaglio (che ho visto prima di commentare) ha voluto fare un parallelo, almeno è quello che ho percepito, tra quanto successo a Dominique Strauss-Kahn e le assurdità che il nostro premier va in giro a dire per giustificarsi delle boiate che fa.
    Nel discorso di Travaglio personalmente non trovo il concetto di “donna oggetto”; io vedo solo una voluta esagerazione di alcune cose messe (satiricamente) a confronto in cui l’unica cosa usata a fini strumentali è l’”atto dello stupro”.
    Personalmente ho apprezzato l’editoriale, non glielo nascondo, in quanto mi sono focalizzato nell’ascoltare più il parallelo che non andare a valutare il tema centrale, in quanto riconosco che sia stato utilizzato strumentalmente ai fini del parallelo.

    Seconda cosa: che sia una cadute di stile, dipende dall’occhio con cui si guarda questo editoriale, io ho riso tanto, e non posso che dissentire sul fatto che sia una caduta di stile.
    E trovo altresì strumentale usare questo argomento per allargare il campo di analisi e dire che Travaglio ha fatto “satira sullo stupro” mentre, invece, personalmente ritengo che non abbia fatto satira “sullo stupro”, ma che il suo obiettivo fosse fare soltanto il parallelo “Strauss-Kahn / Berlusconi”.

  29. Sandrone Dazieri 23.5.2011, 14:54
    avatar

    Che le intenzioni di Travaglio fossero altre, l’ho premesso e rispetto la sua opinione, distante dalla mia. Vorrei solo dirle, però, che “l’atto dello stupro” non è un atto vuoto, ma presuppone un corpo violato. Qualcosa su cui non riesco a ridere, nemmeno sforzandomi.

  30. Francesco 23.5.2011, 16:01
    avatar

    Di sicuro non fa ridere lo stupro, ma il parallelo con le scuse portate avanti dal premier che possono essere “riciclate ed adattate” al caso di Strauss-Kahn ha una notevole carica ironica.
    Poi, va bene che nel caso di Berlusconi non si tratta di stupro ma, eventualmente venga dimostrato, si tratta di concussione e/o di prostituzione minorile nel caso Ruby, va bene che tutte le altre storielle non hanno rilevanza penale, però si può duò ridere dell’”antidepilatore di Ruby” e non del parallelo tra i 2 potenti?
    Se fosse confermato il reato di prostituzione minorile, non sarebbe grave almeno quanto quello di Strauss-Kahn? Che un over-70 si dileggi a letto con una prostituta 17enne (escludendo la concussione), secondo me, è comunque grave almeno quanto lo stupro di Strauss-Kahn.
    Quindi, o si mantiene una linea e non si ride nemmeno dei vari “utilizzatore finale” o del “l’ho pagata perchè non si prostituisse”, oppure si mette da parte questa differenza di atteggiamento verso Strauss-Kahn. Sembra quasi che dai non italiani noi ci aspettiamo che siano perfetti mentre ai nostri esponenti permettiamo anche di andare a scorreggiare nel Parlamento Europeo perchè è goliardico.

    Chiudo nel dirle che nessuno pretende che lei si diverta con l’editoriale in oggetto, però la trovo una forma di criminalizzazione eccessiva.

  31. Sandrone Dazieri 23.5.2011, 18:19
    avatar

    Guardi, fosse un problema solo mio, direi che sono proprio un criminalizzatore impunito. Ma vede, a parte molti altri commenti qui, in altri luoghi la reazione è stata come la mia, se non più forte. Dia un’occhiata a questo. E con questo, dire che possiamo chiudere. Grazie per gli interventi. http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/05/20/dubbi/#comments

  32. avatar

    Ho letto prima l’articolo, poi ho visto il video, poi i commenti.
    I miei 2 cents:
    Ironizzare sullo stupro non mi fa ridere, il fatto che sia un uomo a farlo è un’aggravante. Il fatto che la vittima sia chiamata “la cameriera” e non abbia nemmeno un nome proprio la dice lunga sulla distanza “di classe” di chi ha recitato l’editoriale.
    Con Travaglio sempre lì si finisce: quanto son bravi questi che si fanno processare, quanto son cialtroni gli italiani che cercano di sfangarla.
    In realtà pezzi come questo mi fanno pensare sempre la stessa cosa: “Presto o tardi Berlusconi cadrà”.
    E dopo?
    ciao e grazie per il bel pezzo.
    fab.


Lascia un commento.


newsletter software