RECENSIONE
L’Italia sotto i nostri occhi. Non fa nulla per nascondersi. L’Italia delle scorciatoie. e dei suoi miti corrotti. L’arricchimento individuale. Il disprezzo del lavoro. Il crimine che paga. La cocaina. Gli scrittori osservano, e raccontano tutto. Raccontano un Paese “nero”. In undici, straordinari racconti inediti.
al nuovo appuntamento con i lettori, CRIMINI si conferma come l’antologia che i maggiori narratori italiani scelgono per offrire al loro pubblico storie originali e inedite. Spaziando dal Piemonte di Giorgio Faletti al Nord-est di Carlotto, al Sud di Carofiglio e De Silva, undici scrittori mettono a nudo l’Italia dei nostri giorni, esplorandone i lati piu’ oscuri e l’anima profonda.
Giancarlo De Cataldo insegue nella Neve sporca di Courmayeur un tesoretto che accende i sogni di tutti quelli che lo intravedono. Tranne uno. Massimo Carlotto fa squarciare all’ispettore Giulio Campagna la cortina del Little Dream per rivelarci la ferocia dietro il sogno del Nord-est. Gianrico Carofiglio cerca nella periferia di Bari La doppia vita di Natalia Blum e trova una realtà del tutto imprevista. Un uomo scende dal treno ad asti: tutto è normale, nulla è normale nelle agghiaccianti simmetrie di Per conto terzi di Giorgio Faletti, governate dalla vendetta. L’industria del porno emerge dietro la scomparsa di una ragazza in Sesso Sui Sassi, nella Matera di Sandrone Dazieri. Un chirurgo, una anestesista, un amore forse sbagliato, una richiesta difficile da esaudire e da rifiutare: e Campobasso diventa teatro del più inquieto racconto di Diego De Silva: Non è vero. Luce del Nord risplende nella Genova del contrabbando di Giampaolo Simi. Che cosa c’entra il leggendario Sarti antonio, sergente – in Il confine del crimine di Loriano Macchiavelli – con Suv e “altre bestie del tipo”? Torna un’altra vecchia conoscenza di Crimini, il Curreli di Dove? di Marcello Fois, in un commissariato altoatesino “che sembra una clinica svizzera”. a “Gambianise” la vera indagine sulla morte di Momodou, immigrato, è condotta in un vertiginoso meccanismo alla rovescia da Wu Ming. Niente di personale, verrebbe da dire alla fine, con il protagonista di Carlo Lucarelli: un killer improbabile nell’aspetto e micidiale nell’azione, che vede minacciato il suo onesto lavoro di criminale italiano… Niente di personale, è tutto vero.
PRIMA PAGINA
SESSO SUI SASSI
di Sandrone Dazieri
“…dovevano fare l’ottava stagione, capisci?” dice Raffaele. “Dovevano!”
Socchiudo gli occhi. “Che?”. alla quarta media chiara il mondo mi appare a tratti e quello che vedo non merita lo sforzo. Siamo seduti al solito tavolo di Paolone Wine Bar, una birreria in finto legno dietro l’agenzia Viaggi Torrazzo dove io e Raf lavoriamo. Il capo è il signor armando, un nano con il parrucchino che ci tratta come merde. Il mio passatempo preferito è quello di ucciderlo in sogno, e in due anni sono arrivato a mille versioni differenti. L’ultima l’ho chiamata esplosione Budellica: servono una pompa da bicicletta e un sacco di forza nelle braccia.
Invece Raf, il mio compare co.co.co. livello verme, è un ciccione triste con la barba dove gli si appiccica sempre qualcosa: briciole, lanugine, capelli, biglietti del tram usati. a quarant’anni suonati vive ancora con sua madre, che gli compra i maglioni al mercato e gli taglia i capelli con la scodella.
“era perfetta” sta dicendo. “La settima stagione era assolutamente perfetta. Il finale… Pensa che distruggono la città. Tutta. Fanno tabula rasa. e tu ti chiedi e adesso dove andranno? C’è l’ultima inquadratura dell’ultima puntata. Senti, senti la finezza… Gli eroi hanno vinto, hanno distrutto il Male. e Lei, Lei capisci, finalmente è libera. Può fare quello che vuole della sua vita. Gli amici le chiedono che cosa farai adesso? e, tu pensa la genialità, Joss Whedon, il suo Creatore, non la fa rispondere. Lei si limita a sorridere. Capisci? Ma non sapremo che cosa fa, perché l’ottava stagione non l’hanno mai girata! Mai. Possiamo solo sognarla… Cioè hanno fatto un fumetto, ma non è la stessa cosa.”
“Raf…”
Si asciuga gli occhi umidi di commozione. “Si?”
“Ma stai parlando ancora di Buffy?”
“Uhm, sì.”
“Ti ricordi cosa mi avevi promesso?”
abbassa il capo. “Non dovevo più nominarla”.
“Mai più. altrimenti ti avrei ucciso.”
“Però qualche volta… qualche volta mi manca.”
Sospiro. “Vedo che devo passare alle maniere forti.”
“Ti prego, no…”
“Troppo tardi. Scooby Doo!”
“argh”.
“Grudge! Scooby Doo due!” Sarah Michael Gellar, alias Buffy, era in tutti questi film e recitava di merda. Per Raf sono tutti colpi al cuore. “e lo sai che il tizio che faceva Xander” infierisco, “si è fatto ricoverare in una clinica per alcolizzati? e che…”
La porta si apre e mi ammutolisco, insieme con tutti i maschi del locale. Suppergiù la mia età, ma portati meglio, uno e settanta, capelli neri e lucidi, taglia 42 e terza perfetta di reggiseno, la ragazza che entra merita una guardata. e’ vestita come una giovane manager, giacchetta nera e pantaloni, scarpe con il tacco da sette. Chiede gentilmente a Paolone se ha un telefono perché il suo è scarico e ha la macchina in panne parcheggiata a pochi metri. Nel silenzio generale Paolone le spiega che il telefono l’ha tolto da un pezzo, e lei fa la faccia triste. Io alzo la mano come a scuola.
“Scusa” dico. La voce mi è uscita un po’ tremante.
Lei si volta a guardarmi. Ha gli occhi nocciola. “Sì?”
e’ il momento della figura di merda. “Se vuoi… ecco. Ti presto il mio” riesco a dire.
[...]

