CEMENTO ARMATO
INIZIO
Si risveglia a notte fonda con le mani legate dietro la schiena, sdraiato a faccia in giu’. L’asfalto gli gratta il viso, sente odore di umido ed erba. Appena prova a muoversi, il dolore lo inchioda. Come minimo ha un paio di costole rotte, le sente scricchiolare, e la spalla destra sembra slogata. Respira con la bocca, dietro il bavaglio, perche’ il naso e’ gonfio e intasato di sangue secco. Si sforza di rimanere calmo. Sapeva che sarebbe successo, prima o poi. Tutta colpa dei debiti, del maledetto supermercato che hanno aperto a pochi metri dal suo negozio, e che gli ha succhiato tutti i clienti. Che cosa poteva fare, se non chiedere i soldi all’unico disposto a prestarglieli? Ma gli interessi del mille per cento sono stati impossibili da saldare. Il mille per cento! La settimana precedente gli hanno bruciato l’auto. Sapeva che era solo il primo avvertimento. E quello e’ il secondo pensa, mentre faticosamente si tira in ginocchio. Quasi sviene per il dolore, ma stringe i denti e resiste, aspettando che la vista torni a schiarirsi. Si liberera’ dalle corde, rientrera’ a casa, e si rivolgera’ alla polizia. Gli hanno detto che ci sono dei fondi speciali per aiutare quelli come lui, strozzati dall’usura, dai cravattari…
Alza gli occhi e si blocca.
Non e’ solo.
Davanti a lui, protetti dal buio, due uomini fumano osservando i suoi patetici sforzi. Non e’ ancora finita, allora. All’improvviso ha paura. Una paura tremenda.
Gira la testa in cerca di aiuto. Spera di vedere un passante, una volante della polizia, ma non c’e’ nessuno. Quello dove si trova deve essere un cavalcavia del Tevere, distante dalla citta’. L’unica luce e’ quella di una fila di fari arancione dei lavori stradali.
Uno dei suoi aggressori si avvicina, il prigioniero riconosce il suo viso quando passa accanto a uno dei fari. E’ il capo, l’uomo a cui deve i soldi. Si e’ disturbato per lui, e non e’ un buon segno. “Sei sfortunato” gli dice. “Sai perche’?”
Lui si sforza di scuotere la testa.
“Perche’ dei soldi in realta’ non mi importa nulla. Sono quattro lire in fondo. E sono sicuro che adesso me li ridaresti. Ho ragione?”
Lui annuisce. Certo che te li ridaro’, cerca di dire con gli occhi. Te li ridaro’ fino all’ultimo centesimo. Con gli interessi del mille per cento.
Il capo sembra capire e il suo sorriso si allarga. “Purtroppo e’ troppo tardi, capisci? Se facessi il buono con te, tutti penserebbero che mi si puo’ fregare impunemente. Non sarebbe buono per gli affari. Ca-pi-sci?”, dice ancora, punteggiando le sillabe con la sigaretta. “Devo dare il buon esempio.”
Il prigioniero cerca di dire qualcosa, non sa nemmeno lui cosa. La paura si e’ fatta accecante. Trema, suda. Il bavaglio gli impedisce di pregare, ma lo farebbe se fosse possibile.
“Un sacco di gente dice che non durero’” prosegue il capo. “Che sto facendo il passo piu’ lungo della gamba. Lo dicevi anche tu, vero?” Alza una mano, la luce del faro si riflette sulla grossa pietra dell’anello che porta al medio. “Ma adesso sei tu quello in ginocchio. E io tra poco andro’ in un albergo dove mi aspetta una signorina molto carina, di quelle che costano un sacco. Mentre tu… be’, hai capito, no? Allora, chi e’ lo stronzo?”
Il prigioniero cerca di scappare. Sa che non puo’ farcela, sa che non ha alcuna possibilita’. Ma ci prova ugualmente. E’ quasi riuscito a tirarsi in piedi quando sente qualcosa di duro sulla fronte. E’ la bocca di una pistola.
Il giocatore chiude gli occhi.
Non sente lo sparo.
QUARTA
Roma, 2007. Il Primario e’ un boss della nuova malavita palazzinaro, perfido, spietato, misterioso come un diamante nero. La sua esatta purezza nel compiere il male lo pone al di sopra degli altri, senza limiti e senza ritegno. Il Primario un giorno entra in contatto con Diego, ragazzo un po’ ingenuo e sognatore, ma capace di farsi rispettare e deciso a vivere la vita a modo suo. Da questo incontro, assieme casuale e fatale, nasce la sfida tra i due protagonisti. Da una parte Diego cerchera’ una giustizia impossibile per il male subito dalla donna che ama, e dall’altra il Primario cercherà la vendetta per il suo “onore” criminale. I due saranno destinati a inseguirsi a distanza, in un intreccio mozzafiato che li porterà a un confronto finale degno di un film western. “Cemento armato” e’ una grande storia che unisce alle atmosfere noir di una Roma contemporanea, violenta e malavitosa, l’amore tenero e romantico tra due ragazzi, Diego e Asia, stuprati dalla sfida del male. Il libro e’ stato pensato allo stesso tempo come film e come romanzo. Nel film che segna l’esordio alla regia di Marco Martani, Asia e Diego hanno i volti di Carolina Crescentini e Nicolas Vaporidis e il Primario gli occhi cerulei di Giorgio Faletti. E la macchina narrativa del libro e’ guidata da una stella del noir italiano come Sandrone Dazieri.
FILM
Diego non e’ un bravo ragazzo. E’ il maschio Alpha del branco. Ha la ragazza piu’ carina che e’ orgogliosa di stare con lui. A lui lei piace perche’ e’ una tosta e si fa rispettare. Quelli che lui chiama amici sono sedotti dalla sua personalita’, ammaliati dai suoi modi decisi e spicci, affascinati dal suo coraggio e dalla sua incoscienza. Diego e’ cresciuto con un solo pensiero in testa: se sei buono sei fottuto. Come suo padre, che non ha avuto le palle ed e’ scappato. Diego crede che chi vive nel giusto e’ solo un illuso che finira’ con il soccombere. La madre ancora ci spera perche’ sa che Diego e’ buono, gentile, generoso. Ma Diego non fara’ la fine di suo padre. Mai. E ogni giorno non perde occasione per dimostrare agli altri, ma soprattutto a se stesso, che lui e’ uno con le palle.
Il Primario non e’ una brava persona. Nel giro lo chiamano cosi’ perche’ e’ stato portantino. Ma quella e’ una storia vecchia… morta e sepolta. Il Primario ha deciso che “il giro” deve diventare roba sua. E non guarda in faccia nessuno. Sa essere spietato da far paura. Solo cosi’ la gente lo rispettera’. Da Casal Bruciato a Pietralata, e giu’ seguendo la Tiburtina fino a San Basilio e poi piu’ a nord verso Fidene e Prima Porta… Quella e’ la vera Roma. Non quella dei turisti. Ed e’ tutta roba sua… e lo deve rimanere a qualunque costo!
In una Roma spettacolare e periferica, mai vista prima, dove il clima diventa sempre piu’ torrido, si consuma una vendetta incrociata.
Diego con il motorino colpisce con un calcio una serie di specchietti di automobili ferme nel traffico e li spacca. Una bravata. Ma tra quelle automobili c’e’ la macchina del Primario. Il Primario non puo’ permettersi questo smacco proprio ora che sta arrivando dove voleva. Comincia cosi’ una ricerca forsennata del ragazzo. Una ricerca esagerata, spasmodica, quasi ossessiva. Diego non immagina che gli uomini del Primario cominciano a braccarlo. Sono criminali spietati e poliziotti corrotti che non mollano l’osso e annusano l’odore della preda da lontano.
Il Primario quando vede qualcosa che vuole, se la prende.
Asia e’ una bellissima ragazza incontrata in una trattoria. Sensuale e di carattere. Perfetta per finire in bellezza quella serata cominciata male. E il Primario se la prende.
Asia e’ la ragazza di Diego. Diego non si da’ pace. La ragazza lo supplica di lasciar perdere, di dimenticare tutto, ma Diego non riesce piu’ a toccarla, sfiorarla, accarezzarla. Deve trovare quel bastardo che ha preso con la forza la sua Asia.
“Chi semina vento raccoglie tempesta” gli diceva suo padre, ma Diego a questa stronzata ci ha sempre riso sopra. Ma quando il Primario scopre nome e cognome del ragazzo che cercava… …Diego capisce che suo padre aveva ragione.
LA CREW
Soggetto – Fausto Brizzi
Sceneggiatura – Luca Poldemengo
Regia – Marco Martani
IL CAST ARTISTICO
Il Primario – Giorgio Faletti
Diego – Nicolas Vaporidis
Asia – Carolina Crescentini
Silvio Cola – Dario Cassini
Samuele – Matteo Urzia
Pompo – Ninetto Davoli
Said – Thamisanqa Molepo
Puccio – Paolo Bernardini
Unca – Valon Ratkoceri
Cima – Gerolamo Alchieri
Commissario Petacchi – Fabio Camilli
Tanabuso – Pietro Ragusa
Ispettore De Paolis – Tommaso Ramenghi
Capitano – Alfredo Pea
Italia – Maria Paiato
Stefano – Stefano Antonucci
Pang – Yoon C. Joyce

