Sandrone Dazieri

Suono la tastiera mentre la nave affonda. Qualcuno deve farlo

Stai leggendo i post della categoria Foto.

Che barba

Scritto il 28.8.2011.

9 Commenti

senza se, senza ma, senza in certi casi però…

Ma ancora stiamo a credere alle guerre umanitarie? Ancora crediamo che si salva la gente tirando le bombe? Ancora crediamo che esistono i missili intelligenti che non sbagliano bersaglio? Già ci siamo dimenticati della "liberazione" dell'Irak, della "guerra al terrore" in Afghanistan? Prendiamo solo gli ultimi vent'anni. Vi ricordate qualche "missione di pace" che abbia migliorato davvero la vita di un paese, di una popolazione?

E adesso ne cominciamo un'altra. Ah, guardate, anch'io vorrei vedere Gheddafi in esilio su Marte, ma gia ce lo volevo vedere quando veniva con la sua tenda del cazzo e tutti quelli che adesso parlano di intervento necessario facevano la fila per stringergli la mano, o baciarla secondo i casi. Gli stessi che si accordavano con lui perché bloccasse i profughi e li mettesse in qualche sudicia galera, perché noi non dovessimo occuparcene. 

Quelli che oggi parlano di intervento necessario per salvaguardare la popolazione civile, sono gli stessi che hanno costruito galere come i Centri di Identificazio ed Espulsione per rinchiuderla, quella stessa popolazione civile, privandola di diritti e dignità.

Quindi, scusate se non mi unisco alle schiere con gli elmetti in testa.  

Pace

Scritto il 20.3.2011.

10 Commenti

Quanto si può osare? Proibito.

Come sapete, sono uno scrittore e collaboro con la casa editrice Mondadori. Per questo non faccio critica letteraria: ci sono troppo dentro, conosco palate di scrittori ed editor  e non posso essere obiettivo. Anche quando segnalo un libro, mi costringo a fare questa pallosa premessa per correttezza verso chi mi legge. Premessa esaurita.

E' uscito da un paio di settimane il romanzo Proibito di Tabitha Suzuma. E' un libro  per Young Adult, per ragazzi dai quattordici anni in su, ma è  leggibile anche dagli adulti. Che troveranno un testo estremamente pulito nello stile, coinvolgente e coraggioso nelle tematiche.  Perché parla di incesto e riesce a farlo senza essere volgare, compiaciuto o moralista. Difficilissimo. E solleva una tematica che mi è cara: che cosa si può raccontare nei libri per ragazzi? Quali sono i limiti? Le mie risposte sono da sempre, rispettivamente, "tutto" e "nessuno". Suzuma dimostra che è vero.

Di seguito, una piccola intervista all'autrice apparsa sull'Informalibri.


1) Proibito è una storia forte e intensa, di un amore impossibile, stretto tra le inquietudini adolescenziali e i doveri familiari, tra le pulsioni del cuore e le imposizioni sociali. Come nasce l’idea di affrontare di un tema così difficile e delicato?

 

Avevo il desiderio di raccontare la storia di un amore tragico, di due amanti predestinati ma che non possono stare insieme. Sentivo il bisogno di qualcosa che fosse unanimemente condannato, indipendentemente dalla collocazione geografica, una relazione impossibile e contro la legge.

Mi affascina molto l’analisi psicologica dei personaggi e in particolare lo studio dei disturbi mentali e sono sempre stata attratta dalle storie di persone al di fuori del comune, che agiscono al di là delle norme precostituite.

 

2) Il libro è scritto a capitoli alterni, con le voci di Maya e Lochan. È stato difficile cambiare il punto di vista? Come scrittrice ti sei sentita più coinvolta in una delle due narrazioni? 

 

La narrazione a due voci è la tecnica che preferisco. Credo che sia originale alternare due modi di pensare e due personaggi. In una storia d’amore, poi, è particolarmente importante capire i sentimenti di entrambi i protagonisti. Scrivere “Proibito” in questo modo è stato di cruciale importanza perché dovevo dimostrare al lettore che entrambi i personaggi erano innamorati allo stesso modo e che l’uno desiderava quella relazione quanto l’altro.

Lochan è stato un personaggio fantastico di cui scrivere. È complesso, sensibile, tormentato, ha una personalità affascinante, è un eroe. La sua paura degli altri è l’estremizzazione di un disagio che tutti gli adolescenti provano prima o poi nella loro vita. Il suo senso di responsabilità nasce dalla mia esperienza personale di maggiore di cinque figli. La sua dolcezza e gentilezza sono ispirati a un caro amico. M’interessava poi descrivere il legame tra la genialità e una mente problematica.

 

3) Oltre ai due protagonisti adolescenti, un ruolo importante nella narrazione è svolto dai tre fratellini, Tiff, Kit e Willa. Quanto è stato difficile raccontare le loro storie?

 

Sono la maggiore di cinque figli, sono stata circondata da bambini durante tutta la mia vita. Il mio fratello più piccolo è nato quando io avevo 14 anni e ho svolto un ruolo importante nella sua crescita. In quel periodo ho iniziato a lavorare in un centro per bambini con problemi cerebrali. Ho anche lavorato come insegnante in una scuola primaria e continuo a insegnare a bambini con disagi nel tempo libero. Insomma, i bambini hanno sempre svolto un ruolo importantissimo nella mia vita e ho avuto modo di osservarli da vicino e interagire con loro regolarmente. Parlare delle storie di Kit, Tiffin e Will è stato facile: per tutti e tre mi sono ispirata a bambini che conosco e mi sono affezionata alle loro personalità, persino a quella di Kit!

 

4) C’è un momento in cui in Proibito la protagonista Maya, chiede alla sua amica Francie: quindi non ci sono più tabù? È una domanda alla base del romanzo, ma anche un quesito che chi si occupa di narrativa per adolescenti si pone continuamente. Lo chiediamo a te: quanto si può osare nei libri per adolescenti?

 

Non credo che gli adolescenti debbano essere protetti da determinati argomenti, perché affrontare questioni tabù o temi controversi è parte del loro crescere, del loro imparare a conoscere il mondo. Senz’altro hanno il diritto di essere informati sul contenuto del libro, ponendo attenzione alla copertina, alla collana in cui è inserito e alla sua collocazione in libreria. Ma se un ragazzo ha voglia di leggere un libro che contiene scene di sesso o di violenza, trova comunque il modo di farlo, ad esempio andandolo a cercare nella sezione adulti.

Fa parte della curiosità umana e della voglia di crescere. Personalmente non amo i libri che contengono delle parti scioccanti in modo gratuito, che vogliono scandalizzare a tutti i costi solo per sensazionalismo e vendere più copie. Credo fermamente che un buon libro non sia quello che sconvolge o disgusta ma quello che ti commuove e cambia il tuo modo di guardare la società e il mondo. 

Proibito_piatto-8x6

  

Scritto il 01.3.2011.

Commenta questo post

Ombrelli Rossi: Noi vogliamo tutto!

Aderisco a questo appello, senza riserve

Red_umbrella

NOI VOGLIAMO TUTTO

Ombrelli rossi per i diritti di tutte le donne 

 

Siamo donne, uomini, femministe, sex workers, disertori del patriarcato.
Viviamo sulla nostra pelle l’assenza di diritti, la precarietà, la mancanza di prospettive.
Vogliamo futuro. Vogliamo respirare. Vogliamo poter scegliere.

Siamo tutt* egualmente consapevoli dell’esistenza di regole economiche che favoriscono i ricchi e massacrano chiunque altr@.

Siamo in vendita.

Sono in vendita le nostre braccia, le nostre vite, la nostra testa, i nostri corpi.
Chi prova ad autodeterminare la propria vita diventa oggetto di repressione. Perché a pochi piace un mondo di soggetti liberi.

Si preferisce invece una società di operai, badanti, schiave, precarie, disoccupati, lavoratrici del sesso, alla mercé del primo manager pronto a cancellare diritti, reddito, casa, lavoro.

Nelle società decadenti, quelle in cui nessuno sa proporre una alternativa, chi ha poca fantasia ottiene potere attraverso iniziative autoritarie.
 

Perseguitare gli stranieri per fare finta di difendere la sicurezza economica degli italiani.
Perseguitare i gay e le lesbiche per fare finta di difendere il sacro valore della famiglia.
Perseguitare le donne per fare finta di difendere la continuità della specie, per fare finta di difenderne la dignità, il corpo, la vita.
Perseguitare chiunque esprima un libero pensiero per fare finta di difendere i potenti che governano.

Le vittime vengono descritte come carnefici. I carnefici si autodescrivono in quanto vittime.

Le donne lo sanno. Accade ogni giorno. In ogni luogo in cui un uomo uccide una donna mentre i media sono attenti a definirne la nazionalità o a giustificarlo affinché non si sappia che la violenza in famiglia è la prima ragione di morte violenta per tutte le donne.

Accade negli angoli bui in cui sono costrette le sex workers. Relegate nelle periferie fredde e insicure, da ordinanze di sindaci sceriffi armati a salvaguardia del decoro e della moralità. Ed è in quegli angoli che spesso le sex workers perdono la vita, mentre i media ignorano queste morti e nei titoli pronunciano chiara la parola “prostituta” e omettono di specificare che l’assassino è un cliente.

Accade alle straniere, lavoratrici del sesso, badanti, costrette ad obbedire ad un padrone, un uomo o lo Stato, per evitare di essere rinchiuse in un C.I.E.

Noi non ci riconosciamo nelle omissioni, nei moralismi, nelle bugie di chi consegna i nostri corpi autodeterminati allo Stato, alla nazione, in nome di una dignità che nessuno ci riconosce mai quando diciamo che non abbiamo patria, nazione, perché non abbiamo certezze economiche, prospettive di studio, libertà di scelta.

Noi non ci riconosciamo nella chiamata alle armi per una caccia alle streghe animata da misoginia e omertà a protezione dei veri responsabili del disastro italiano.

Non riuscirete a metterci le une contro le altre perché chi usa la guerra tra poveri in qualunque battaglia crea separazione sociale per dare credito a chi su quella separazione specula.

Vale per quelli che istigano la guerra tra stranieri e italiani.
Vale per quelle che istigano la separazione tra donne perbene e donne permale.

Scendiamo in piazza anche per dirvi questo.

Perché noi non vogliamo essere usat*.
Perché noi vogliamo di più.
Perché noi vogliamo tutto.

Femminismo a Sud 
Comitato per i diritti delle prostitute 

Per adesioni: femminismoasud@inventati.org oppure ombrellirossi@grrlz.net

 

Scritto il 09.2.2011.

1 Commento

newsletter software