Sandrone Dazieri

Suono la tastiera mentre la nave affonda. Qualcuno deve farlo

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Message in the bottle

Ho messo questa immagine senza un motivo particolare. Ho sempre preferito chi difende la libertà di informazione a chi la vuole censurare. Poi, nel mio ambiente di lavoro l’imperativo è quello di emergere e di apparire, e mi sta simpatico chi invece preferisce rimanere anonimo. A proposito di questo, dopo aver guardato i video delle mie ultime interviste, ho capito che per me è molto meglio rimanere lontano dall’obiettivo.

Detto questo, ieri ho preso una ferale decisione, non particolarmente inedita: niente vacanze. Il lavoro arretrato è talmente tanto che non me le sarei godute, soprattutto sull’isoletta greca che avevo scelto. Inutile spendere soldi per rilassarsi, quando sai che ti arriveranno duecento telefonate al giorno, e che bestemmierai alla ricerca di internet per spedire files e prese della corrente. Quindi rimango a casetta, e se va bene mi farò qualche weekend. La ragione della decisione improvvisa è la partenza di una serie tv che sto scrivendo, che ha subito numerosi cambiamenti negli ultimi tre mesi perché l’attrice è incinta. Siamo tutti felici per lei (e voglio i confetti quando nascerà il pupo), ma ovviamente le scene che avevo scritto in cui lei si lanciava da palazzi di cinque piani o da auto in corsa vanno ripensate :-)  E ripensare, con il mio lavoro, vuol dire riscrivere… Poi c’è il romanzo, un radiodramma e altre cosette.

Insomma, buone vacanze a chi parte. Gli altri mi trovano qui.

Scritto il 19.7.2011.

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R.I.P Sidney Lumet

Quando vidi questo film, all’epoca, pensai che una tv del genere non sarebbe mai esistita. Certo che le cose cambiano… Addio a un grande regista.

 

Scritto il 10.4.2011.

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Il più deprimente dei film deprimenti

Ok, il breve post che segue contiene SPOILER, siete avvisati.

Al Noir in festival stasera ho visto il mio primo film della selezione ufficiale. Never Let Me Go. Sono uscito cercando una bombola d'ossigeno. Avete presente un film deprimente, ma proprio tanto? Ecco, se non avete visto questo, non sapete che cosa significhi davvero. La storia è questa (OCCHIO ALLO SPOILER). Un gruppo di cloni viene allevato per diventare donatore di organi. Li vediamo da bambini, poi da adolescenti, poi da giovanotti. Alla fine donano gli organi. Muoiono tutti. Fine del film. Cresciuti prima in un college inglese, poi in campagna, non hanno mai un gesto di ribellione, non provano mai a scappare, a uccidere il primo che passa. Neanche a ubriacarsi. Si amano, soffrono, muoiono. Ben recitato, ben diretto, basato sul romanzo del grande scrittore  Kazuo Ishiguro, ma ragazzi… che peso. Insomma, se quando uscirà al cinema andrete a vederlo, poi non dite che non vi ho avvisati.

ps

dimenticavo. Gli organi glie li tolgono uno alla volta! Poi li fanno ripigliare e glie ne tolgono un altro!

 

Scritto il 11.12.2010.

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2012

2012 – Recensione di Xuhlma

Riceviamo e con piacere pubblichiamo.

Per dirla con l'austero Variety, un film
"tanto risibile quanto spettacolare": Roland Emmerich torna alle
origini (il suo secondo lungometraggio si chiamava "Il principio
dell'Arca") e chiude i giochi col padre di tutti i catastrophe-movies. Facendo
tesoro dei suoi successi ("Independence Day", "The day after
tomorrow") e mezzi fiaschi ("Godzilla") e sfruttando la famosa profezia
Maya (che poi pare dicesse tutt'altro) della fine del Mondo il 21/12/2012 in
occasione di un raro allineamento Terra/Sole il nostro tedescone riforma il
team con Harald Kloser per scrivere, dirigere, produrre e musicarsi il film
tutto da soli.

 E
d'altra parte i due sono ormai i massimi specialisti del genere: sanno che non si
possono sgranare terremoti, eruzioni e tsunami non-stop per 2 ore e 40 senza
cadenzarli con dei protagonisti decenti e dei dialoghi godibili; scelgono John
Cusak (che quando spalanca la bocca sembra meno tonto di Nicholas Cage) e un
tipico coro variato e affidabile di mezze-star (Amanda Peet, Danny Glover,
Oliver Platt e il DJ scoppiato Woody Harrelson); riscaldano abilmente la
minestra (famiglie sfasciate, scrittori falliti, chirurghi plastici e oligarchi
russi che avranno tutti il loro quarto d'ora d'eroismo) confidando che quando
al minuto 40 arrivera' la prima scena fracassona (lo sprofondamento di Los
Angeles) tutti i classici del passato da "Terremoto" a
"Knowing" saranno sepolti con la citta'.

Il limite del film, come ha detto Emmerich, e'
proprio l'essere un punto di non ritorno: e' difficile immaginare epigoni in un
genere che ha finito fatalmente per auto-distruggersi. Eccessivo ma non noioso,
 e ovviamente inconcepibile da
vedere in TV o DVD, "2012" diverte soprattutto quando azzarda le
proprie profezie: la Fine del Mondo colpira' per ultima la Cina e avvantaggera'
l'Africa; nel 2012 ci sara' ancora la Regina Elisabetta; e il Primo Ministro
italiano sara' l'unico col Presidente USA a rifiutare una comoda salvezza per
restare vicino al suo popolo.

E poi dicono che i tedeschi non hanno il senso
dell'umorismo.
 

Scritto il 15.11.2009.

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