26 – 08

Ieri la scrittura in salita è diventata quasi una volata in piano, ma forse perché troppo semplice mi ha lasciato insoddisfatto. Ma sono stretto tra calendari e orologi, non posso cincischiarmi più di tanto. Quindi benvenute le pagine in più che crescono, anche se ho bisogno di tornare a ritmi più miei. Un po’ meno pagine, un po’ più di riflessione. Ma in questi giorni sono un rinoceronte che spinge le cose avanti con il naso, e che deve recuperare tre mesi di ritardo. Il romanzo non mio che sto seguendo e la serie tv per fortuna procedono bene, ma il romanzo stenta, un paio di racconti e un radiodramma sono nel limbo. Mi sa che l’effetto rinoceronte proseguirà per un altro paio di mesi. Poi, forse, mi farò qualche giorno di riposo assoluto.

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Non ci fossero tutte queste maledette zanzare.

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Leggo del saluto di Jobs alla Apple, e la sensazione è stata quella di quando ho sentito che King era finito sotto un furgone e rischiava la pelle. Qualcuno che aveva cambiato così profondamente la mia vita –  il mondo – rischiava di sparire.  Non entro nel merito della personalità di Jobs, che ha sicuramente parecchie ombre, né mi interessa disquisire quanto le sue non siano “invenzioni o scoperte” quanto rielaborazioni e rimpacchettamenti “cool” di idee altrui (così come l’horror esisteva prima del Re di Bangor). Sta di fatto, però,  che senza le visioni di Jobs dubito che oggi andrei in giro con più musica di quella che avrei potuto stipare in un furgone ai tempi del cd, e dubito che potrei leggere il quotidiano la mattina a letto senza che qualcuno me lo porti.

E forse per stampare un documento dovrei scrivere ancora Name of list device [PRN:] PRN.

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Tripoli. L’ultima battaglia si è trasformata prima nell’ultimo bunker, poi nella caccia all’uomo, poi negli sguardi imbarazzati dei commentatori ufficiali che dicono che forse le cose non andranno così rapide e lisce come ipotizzato. Ma guarda. Chi l’avrebbe mai immaginato…

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Da Vinicio, il bar ufficiale di Ansedonia, con giornali e cornetti, metà della gente sembra uscita da un reality. L’altra metà sembra che lo scriva.

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12 thoughts on “26 – 08

  1. @Sandrone
    Certo, ma quello che ti “contesto” è il fatto che Jobs avesse delle visioni. Io credo che si accorgesse semplicemente di cose già esistenti e del fatto che la gente le desiderasse. Poi trattasi comunque di una persona con capacità al di sopra della norma. :)

  2. ecco mi sono dilungato e ho finito per parlare di sogni.
    scusami!
    una tua non-risposta sarebbe la giusta punizione.
    Imparerò prima o poi a tenere a bada la mia natura di sognatore.

  3. Ma certamente quando parlo di strumenti mi riferisco al talento e alla maestria del soggetto nel saper usare le parole giuste, che tocchino i cuori e anche, qualche volta, le anime. King lo ha saputo fare. Sì, quello è talento. Il Re ringrazi i suoi genitori che l’hanno evidentemente fatto nascere sotto una buona stella. Il talento è ad-personam, come le leggi dei “perfetti e inutili buffoni” parlamentari. Poco ma sicuro. Ma l’ispirazione, l’idea che ci solletica la mente, è comune. Qualcun’altro avrebbe potuto, come dici tu, scrivere Carrie ma la sua opera non avrebbe sicuramente sortito gli stessi effetti provocati nei cuori dei lettori da King. Chi lo sa, un altro l’avrebbe anche scritta meglio quella storia. E’ una provocazione, ma me ne servo per sorreggere la mia tesi: l’idea, l’ispirazione è comune ma il filtro, “l’imbuto” (cioè noi che dovremmo metterle per iscritto queste storie limbiche) è unico. Il merito dello scrittore è lì: aver saputo “tradurre” bene quello che ha captato dal Limbo ed essere stato abile nel passarlo su carta, usando le parole giuste.
    Concludo dicendo che hai ragione quando dici che esistono entrambe: scintilla personale e Limbo. Forse stiamo dicendo la stessa cosa, è stato bello parlarne. Grazie.
    Viva king: sono un suo fan, ho letto quasi tutto di lui e ha cambiato la vita anche a me, infondendo nel mio cuore l’aspirazione segreta di diventare uno scr… (non voglio pronunciarla quella parola). Piano piano ci riuscirò. Con l’aiuto di chi non so ancora dirlo, ma ci arriverò, come ci sei arrivato tu…

  4. @ valberici. Non ho mai detto che mi sta simpatico. Ho detto solo che ha cambiato il mio mondo.

  5. @Guy Lasciamo stare il successo, che è sempre opinabile e non sempre adeguato, ma quando parli di strumenti, non credi che sia qualcosa di individuale? Chiamalo talento, chiamalo genio, quello che ti pare. Ma non si può negare che esista. Io posso prendere lezioni di canto per tutta la vita, ma non diventerò mai Caruso, oppure essere allenato dallo stesso allenatore di Agassi, ma non imparerò mai a giocare come lui. La stessa cosa vale per la tecnologia, il marketing (se di marketing si tratta il core business di Jobs) e la scrittura. Ci deve essere qualcosa dentro. Certo, siamo tutti prodotti sociali, ed è chiaro che se Jobs nasceva in una bidonville non avrebbe messo in piedi la Apple, ma le influenze sociali vengono incarnate dall’individuo. Io non sono sicuro che se King non avesse scritto Carrie l’avrebbe scritto qualcun altro. Avrebbero forse scritto qualcosa di simile, di equivalente, che avrebbe avuto lo stesso impatto nell’immaginario collettivo, ma non Carrie e non Shining, e di sicuro non lo avrei scritto io. Quanto ci sia di sociale e di recuperato dal Limbo e quanto prodotto dalla singola scintilla irripetibile che fa di King King, (come Sandrone Sandrone e Guy Guy), non so dirlo. Ma so che esistono entrambi.

  6. @Sandrone
    Si, ok…ma per me Jobs è un abilissimo “uomo d’affari” e, come molti appartenenti a questa categoria, dimostra un infallibile fiuto che gli permette di annusare i desideri delle persone. Non ha mai creato o inventato nulla, ma ha sempre saputo cosa voleva la gente, l’ha cercato e glielo ha dato.
    E gli “uomini d’affari” mi hanno sempre causato una sensazione di diffidenza e antipatia…ma credo sia una cosa soggettiva, dovuta anche al fatto che sono un comunista di mezz’età :)

  7. Ovviamente il merito dello scrittore di successo è avere gli strumenti per mettere su foglio quello che carpisce dal limbo (che è di tutti). L’ispirazione è un fiume da cui tutti possiamo attingere, un flusso collettivo. Lo dice anche Gurdjeff.
    Ma io non sono nessuno per suscitare l’interesse altrui.
    Mi sono dilungato, ma l’argomento mi piaceva.
    Scusami!

  8. “…si sa che ogni lasciata è persa
    se non la scrivo lei non tornerà.
    Continuerà a volare in giro
    finchè non troverà uno come me
    ma meno timido e insicuro
    che sappia raccontare e scrivere…”

    Il “lei” può essere riferito a una canzone, storia, racconto, romanzo.
    Quindi non sono totalmente d’accordo con te che parli di creatività individuale.
    Io sono dell’idea che chi cerca trovi quello di cui ha bisogno. Nel limbo, che è di tutti. E’ unico. Come ne La storia di Lisey (se non l’hai letto, procuratelo).

    Jobs mi sta sul c… pur avendo un mac. Altrettanto sul c… mi stanno tutti quelli che entrano negli Apple Store (tipo firenze) coi Genius che li applaudono. Da brividi. Ma come si fa, dico?

  9. Ma no dai, l’iPod è un lettore MP3 come tanti. È il negozio musicale che ci sta dietro che è stata la vera rivoluzione, che ha portato tanti a passare da Napster al download legale – anche perché quando sei giovane ti va bene perdere tempo per risparmiare soldi, ma quando inizi a lavorare paghi volentieri per risparmiare tempo.

    (Il tutto in America. In Italia non ho ancora incontrato nessuno che scarichi musica legalmente, e quando dico che i videogiochi me li compro originali sgranano gli occhi e mi chiedono “E perché?”. Ho cattive compagnie. ^__^)

  10. @Valberici
    Come dicevo prima, anche King non ha inventato l’horror e sicuramente se lui non fosse nato qualcun altro avrebbe modernizzato il genere. Ma forse non sarebbe esistito It o Shining. Questo vuol dire che sicuramente qualcuno si sarebbe inventato il modo di fare business con l’mp3, ma forse io non avrei l’equivalente di un Ipod e andrei avanti con il walkman e le cassette DAT. Chi può dirlo? Ritenere che la coscienza del mondo, la cultura e le scoperte scientifiche siano un flusso costruito da milioni di contributi è corretto. Ma non si può eliminare il ruolo della creatività individuale e dell’innovazione, dell’ispirazione dei singoli.

  11. Come dicono a Torino: ansuma a Steve Jobs esageruma nen ;)

    Fu la Sony a dare il via alla vera portabilità della musica (Walkman) e il primo lettore mp3 precedette di ben 3 anni il primo ipod. Poi è ben vero che Jobs riuscì quasi a monopolizzare un mercato in crescita, ma se non era lui sarebbe stato qualcun altro, o più di uno. In verità non ha mai crato nessuna “domanda”, ma si è sempre limitato a rispondere con un’ ottima offerta. ;)

  12. Ma quando arriva lo Steve Jobs degli insetticidi?
    Che uno a letto puo’ lanciare un App ed ammazzare tutte le zanzare nella stanza?

    O anche solo fargli smettere di fare quall’odioso rumore.

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