Nell'ultimo mese ho saltellato tra Roma e Milano in modo talmente esagerato che le ferrovie di stato vogliono assumermi come controllore. Colpa del fatto che io vivo a Milano mentre tutti i produttori con i quali ho a che fare hanno gli uffici a Roma. E quindi, anche se le sceneggiature le "cucino" per lo più nel mio studio a casa (di solito non le scrivo, sono quello che in termine tecnico si chiama editor) mi tocca scendere per riunirmi o con i committenti o con gli sceneggiatori che lavorano con me. La migliore definizione che posso dare di quel mondo è che è frenetico. Se scrivere un libro è per lo più un lavoro solitario, scrivere un film o una serie significa trovare una mediazione tra più esigenze: quelle dei produttori, dei responsabili della rete o della distribuzione, quelle dei registi, quelle degli attori. Che di solito non la pensano mai allo stesso modo e si lanciano maledizioni reciproche usando l'editor come campo di battaglia. E' come se la sceneggiatura fosse un paio di calzoni dentro i quali tutti vogliono stare comodi. Solo che uno è alto due metri, uno alto venti centimetri, uno l'uomo cannone e uno l'uomo grissino, e quindi il povero sarto è costretto a continui aggiustamenti. Qualche volta gli aggiustamenti funzionano, e miracolosamente il paio di pantaloni calza bene addosso a tutti questi mostri, altre volte sembra di aver cucito le braghe di arlecchino e 'sti cazzi. Per fortuna che penso sia mestiere e non arte, altrimenti mi deprimerei. Devo dire, però, che ultimamente rientro a Milano frastornato, con la voglia di mandare tutti a cagare. Sto così bene a scrivere nella mia casetta e il pane non mi manca. Perché mi sono voluto ficcare in questo bordello?
Tra le cose che ho scritto per la tv qualcosa si è già girato. Ho visto la prima puntata di una serie in cui c''è anche il mio nome e che ho trovato, non per merito mio, una spanna sopra i prodotti simili della tv italiana, e un film televisivo tratto da un mio romanzo che invece mi è sembrato una vera schifezza. Speriamo che lo rimettano a posto, altrimenti vi avviserò di non guardarlo quando lo manderanno in onda. Ricordatevi che se in un film c'e' la scritta "Liberamente ispirato a" un romanzo di qualcuno, significa che il qualcuno non era poi tanto d'accordo sul risultato finale.
Fuori dalla celluloide, posto che si usi ancora, ho seguito i "miei" autori nei loro romanzi. Di
Wunderkind vi ho già parlato, e girando per le librerie ho scoperto con orrore che molti solerti commessi lo hanno piazzato tra i libri per bambini… Bambini! Se un bambino per caso lo prendesse in mano gli verrebbe un colpo, tra sventramenti e necromanzia sanguinaria. Non che sia un horror peso, ma insomma, diciamo che la sua lettura è dai 14 in su. Persino il sito on line di Feltrinelli lo consiglia per ragazzi dagli undici anni… Va bé, forse i ragazzi sono cambiati dai miei tempi… O sono cambiati i librai.
Altro libro di cui sto curando la pubblicazione è il nuovo di
Licia Troisi, il secondo della Ragazza Drago, questo sì per ragazzi più giovani. Sono molto soddisfatto del risultato, ma Licia non mi delude mai.
In ultimo, ma con costanza, sto scrivendo il mio romanzo. Il mio è editor, Francesco, è soddisfatto di quello che ha letto. E questo mi fa stare bene. Perché è un libro difficile. E' sempre il Gorilla, ma un Gorilla più vecchio e meno cazzone di quando l'abbiamo lasciato. E' cresciuto, si è sposato, ed è un po' piu' cinico di prima. E anche il Socio ha subito qualche mutamento… Vedremo.
Anzi, vedrete.
“Ricordatevi che se in un film c’e’ la scritta “Liberamente ispirato a” un romanzo di qualcuno, significa che il qualcuno non era poi tanto d’accordo sul risultato finale.” -> STREPITOSO!
E quindi, quando vengono fuori le braghe di Arlecchino come la metti?
Ti “consoli” con gli introiti (che brutta parola) o ti resta l’incazzatura?
Perchè io mi trovo in una situazione simile su un progetto per l’università, tra necessità narrative ed esigenze dei relatori. E ‘sta cosa è un continuo arrovellamento.
Consigli per superare la questione?
Fab
Si è sposato?? Il Socio è cambiato??
Ma manda a cag…..cioè….sospendi un attimo il lavoro di editor e scrivi!
Il Gorillo s’è sposato????
Ma allora son troppo curiosa di leggere il libro nuovo!
Per il resto…troppo buono
Come diceva lo Zio Steve “Scrivere è umano, editare è divino”.