Fino a ieri non lo conoscevo. Adesso ho deciso che è il video dell’anno. Diciamocelo, dove trovate un altro video noir così?
Official Music Video of “Grrr” by Andy Palmer from Christian G. Marra on Vimeo.
Fino a ieri non lo conoscevo. Adesso ho deciso che è il video dell’anno. Diciamocelo, dove trovate un altro video noir così?
Official Music Video of “Grrr” by Andy Palmer from Christian G. Marra on Vimeo.
Il primo è ad Aosta VENERDI’ 25 NOVEMBRE alle 1730. Partecipo a una tavola rotonda sulla violenza alle donne. Non sono un sociologo né ho la pretesa di saperne più degli esperti, ma è il tema del mio ultimo romanzo (La Bellezza è un malinteso) e sono lieto di poter dare il mio contributo, per quanto esiguo, facendo testimonianza. QUI LE INFO
Il secondo, decisamente più ridanciano, è a Milano MARTEDI’ 29. In un luogo chiamato La Scighera (che in Milanese vuol dire nebbia) dalle 21 un reading-concerto con la Smemoranda 12 mesi: siamo Gino&Michele, Elasti e me. Partecipate numerosi. QUI LE INFO
Twitter è l’unico socialcoso che uso abitualmente da quasi due anni. C’è chi dice che sia la nuova fonte di informazione del millennio, per altri è solo un Facebook senza i Mi Piace e dove è più difficile rimorchiare. Per me, che sono vecchio e non devo organizzare rivoluzioni, è una sorta di bar di paese, strapieno di amici e conoscenti, dove faccio capolino spesso spiando conversazioni e buttando lì qualche parola. Come in tutti i bar di paese, ci stanno quelli simpatici, gli antipatici e i rompicoglioni. Gli informati e i cialtroni. Quelli che arrivano da lontano e ti parlano di posti esotici, gli impegnati che vogliono sempre tirarti in qualche assemblea o manifestazione, quelli che parlano solo del proprio ombelico ma lo fanno bene. I taciturni e gli iperlalici. Nell’insieme, l’atmosfera è cordiale, anche perché chiunque può cacciare fuori quelli più fastidiosi e i nemici naturali, ma l’atmosfera potrebbe essere migliore seguendo alcune piccole regole.
Io per primo, naturalmente.
1) Non tiratevela. Forse siete dei geni, forse avete letto tutti i libri del mondo e visti tutti i film di Sokurov, ma non è necessario farcelo sapere. Ma se proprio volete dircelo, evitate di far cadere parole di gelido disprezzo per chi invece preferisce I soliti idioti o Fiorello il lunedì. Evitate anche la finta incredulità per chi non condivide la vostra passione. Pur se c’è chi ama i tromboni (il successo di certi colleghi altrimenti non si spiegherebbe) il tono arcigno da professore tende a gelare l’atmosfera. E, a proposito di tirarsela…
2) Non tiratevela Bis. Se avete vinto il Nobel, o anche un premio alla maratona di paese, a noi follower fa piacere saperlo. Anzi, non vediamo l’ora di battervi una pacca sulla spalla. Ma non c’è bisogno di ritwittare tutti i complimenti che ricevete: non è che fate leggere a tutti le vostre cartoline di Natale. O sì? Comunque, selezionate anzi…
3) Fate la tara. Non tutto quello che vi riguarda ha interesse generale. Lo so, è difficile crederci, ma con un minimo di sforzo ci arrivate. Uno che seguo una volta ha twittato la foto del suo bidet all’alba, perché secondo lui era bellissimo. In generale, diciamo che l’insolito e il particolare non disturbano mai, mentre il banale (tutti abbiamo il bidet, o quasi) o l’abituale potete evitarvelo. Per esempio se avete mangiato uno scorpione fritto, vogliamo sapere che gusto aveva e se scricchiolava sotto i denti, ma non è la stessa cosa scoprire che mangiate la brioche tutte le sante mattine. Anche per questo, per favore,…
4) Togliete le notifiche automatiche di Foursquare. Quelli che dicono che in quel momento siete entrati al Bar Mario e ne siete diventati il sindaco, per capirci, o al ristorante da Zia Maria. E’ vero, lo facevo anch’io, ma ho smesso quando mi sono reso conto che nessuno correva verso di me dicendo “ho visto su twitter che eri qui e ti ho portato questo mazzo di fiori”. Già che ci siete togliete le notifiche anche di Anobii, del mondo fantastico che vi ha premiato con la Special Sword™, degli ortaggi di RealFarm© e di qualsiasi giochino stronzo che si inventeranno in futuro per aumentare il rumore di fondo. Diverse sono le segnalazioni dei nuovi post sul vostro blog, perché quelli potrebbero interessarmi, essendo contenuti usciti dal vostro cervello e non da un software idiota. Ma, in ogni caso …
5) Limitate l’autopromozione. Se avete bloggato, scritto un libro, inciso un disco, girato un film, dipinto un quadro, fatecelo assolutamente sapere: è anche per questo che vi seguiamo. Mettete i link al trailer, alle prime pagine, alla copertina, al sito di vendita on line dei biglietti… ma, cazzo, datevi un limite. Non riesco a pesarvi quale sia la quantità corretta di marketing tollerabile, ma proviamo a tornare alla metafora scadente del bar di cui sopra. Immaginate uno dei vostri conoscenti che entra con la prima copia del libro appena pubblicato. Bè, tutti a gridare evviva e a offrirgli da bere (ok, io lo faccio), e così il giorno dopo, quando il tizio farà vedere la prima recensione, e quello dopo ancora, quando mostrerà la lettera strappalacrime inviata da una lettrice. Ma la settimana dopo, quando vorrà farci vedere le foto di quella vetrina dove il libro è stato esposto così bene calerà, io credo, un qual certo silenzio imbarazzato. E, già che ci siete…
6) Evitate di volantinare. Che poi è il punto massimo dell’autopromozione: vomitare parole, sperando che gli altri le leggano, magari lunghi brani complessi a botte di 140 caratteri. Per chi vi segue sono due palle, e oltretutto è costretto a leggere alla rovescia, dalla frase più recente alla più vecchia, saltando gli altri tweet che eventualmente si infilano in mezzo. Twitter non è la radio, non è la televisione in cui uno parla e gli altri ascoltano, ma prevede un certo grado di interazione. Proprio per questo, anche se siete delle twistar, ovvero delle star di twitter…
7) Interagite con gli altri. Qui, mi rendo conto, è molto personale. In passato ho fatto tweet diretti a un paio di twistar. Attenzione, non erano superstar americane con milioni di fan, ma più modeste star locali, con reti notevolmente minori. Non mi hanno mai risposto e ci sono rimasto male. Ok, non puoi rispondere sempre a tutti, ma un po’ devi farlo, altrimenti si capisce chi sei davvero, ovvero uno stronzo che usa twitter per farsi pubblicità. Che è giusto, siamo tutti un po’ stronzi e ci facciamo un po’ di pubblicità, ma un certo grado di cortesia è necessario. Comunque, le twistar in questione non mi hanno più tra i loro follower.
Chissà come piangono.