Quando vedete la parola diario o suoi sinonimi nel titolo
significa che non ho grandi novità. Faccio solo il punto con voi.
Incontri
Gli incontri meno standard sono quelli che offrono maggiori
soddisfazioni e maggior senso. Il primo è stato quello a Cremona, venerdì 4
giugno, per il festival Le Corde Dell’Anima. L’idea era quella di fare una chiacchierata con Claudio
Bisio a proposito del mio ultimo romanzo La
Bellezza è un Malinteso. Complice il
coinvolgimento di Matteo Bordone,
che abbiamo recuperato a forza dal pubblico (era lì per presentare Shel
Shapiro) ne è uscita un’oretta a mio avviso divertente, durante la quale, più
che discettare di noir, abbiamo sparato cazzate a ruota libera. Il fatto che mi
trovassi a Cremona, mia città
natale, e con un vecchio amico come Claudio mi ha fatto sentire bene. Nelle
foto vedete due momenti. Matteo è quello con la barba. La serata è terminata al
ristorante Il Melograno, che ho scoperto essere di proprietà di
un mio vecchio compagno di studi all’alberghiera. Insomma, un ritorno a tutti
gli effetti.
Poi, sabato 5 giugno, per la rassegna Scrivere ai Margini ho discusso di periferie e marginalità presso il
Villaggio Barona. Che non è un villaggio turistico, come il nome potrebbe far pensare, ma un esperimento
sociale di grandissimo valore: un complesso abitativo pensato per riqualificare
le periferie, dove case per una fetta di popolazione disagiata sono completate
da cooperative sociali e spazi per anziani e bambini. Un esperimento purtroppo
quasi unico nella realtà milanese, dove i servizi sociali sono sempre più
ridotti e negati. Sì sa, per chi la governa Milano è un’azienda che deve
generare profitto e i meno abbienti sono pregati di andare altrove senza
rompere le palle. Il dibattito, che ho trovato stimolante e fuori dagli schemi,
era con Silvia Avallone, autrice
di Acciaio, che non conoscevo ma con la quale mi sono trovato in sintonia,
nonostante il salto generazionale che ci divide. Le auguro sinceramente di
vincere lo Strega. Silvia è quella a sinistra. Al centro c’è invece
Alessandra Tedesco, la bravissima moderatrice, giornalista di Radio 24.
Scrittura
Sono alle battute finali della scrittura di Squadra
Antimafia Palermo Oggi tre, la serie che
ho seguito per la Taodue a partire dall’edizione in corso (Antimafia 2), che terminerà con l'ultima puntata di giovedì prossimo. E’
stata un’esperienza di notevole interesse per me, e posso dire che ho imparato
molto su come si scrive per la televisione. Prima di Antimafia, avevo
sceneggiato solo one shot da cento minuti, a parte l’esperienza di revisione
finale della serie Intelligence, della quale non avevo però
curato i soggetti. Squadra Antimafia,
invece, l’ho seguita dalla sua genesi, a partire dall’idea del produttore Valsecchi (che ha
fissato le linee generali della stagione), sino alla supervisione delle
sceneggiature. In termine tecnico si chiama fare l’Editor di Serie, qualcosa che all’estero è chiamato Showrunner, anche se lo showrunner segue anche il lavoro sul
set. Un lavoro di questa natura è sostanzialmente una grande mediazione: tra
quello che ti viene chiesto, quello che vorresti fare, quello che puoi fare,
quello che vorrebbero fare gli sceneggiatori e quello che vorrebbe girare il
regista. Finirò a luglio, più o meno, dopo due anni intensi che hanno visto anche la scrittura di altri progetti al momento in stand by, e mi guarderò attorno per altri progetti
simili, perché l’esperienza mi è piaciuta, nonostante i momenti non rari di
stress. Ma colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno seguito il
progetto con me, a partire da Valter Lupo e Luca Monesi, i miei coeditor a fasi alterne, sino al produttore esecutivo Manolo Emiliani, il mio "torturatore" personale. Sotto, il cast
quasi al completo di Squadra.
Per il resto sto scrivendo un racconto e buttando giù gli appunti per il mio prossimo romanzo. E leggo molti libri.