La tv di domani, i libri di ieri e il cinema di oggi

Ehi, ci siete? Come avrete notato, i miei post nelle ultime due settimane si sono limitati a segnalazioni di presentazioni e simili del mio nuovo romanzo, anche perché in effetti la mia testa stava, e sta, per lo più lì. Le prime settimane sono dense di eventi quando pubblichi: presenti, ne parli, ne discuti, fai qualche intervista (poche nel mio caso), leggi le recensioni (zero fuori dal web nel mio caso…) e le giornate si riempiono. Il romanzo sta andando abbastanza bene, grazie a voi che lo avete comprato, e ho riscontri mediamente positivi da chi l'ha letto; il che, ovviamente, mi rende felice. Molto felice.

Però, quando alzo la testa, mi accorgo che succedono cose attorno a me, alcune di esse piuttosto importanti.

 La prima è che ieri sera, ovvero giovedì 25 marzo, è stata una data storica per l'emittenza italiana: per la prima volta le tv generaliste, Mediaset e Rai per intenderci, sono state sconfitte nella gara dell'audience. La trasmissione di Santoro, insieme con la partita di calcio trasmessa da Skysport, hanno infatti cumulato più del tredici per cento di share. Se a questo si aggiunge chi Raiperunanotte l'ha vista in streaming o sugli schermi delle piazze,  possiamo tranquillamente dire che si va oltre il sedici per cento toccato dai due programmi più visti della serata: i miei amati Ris su Canale Cinque e il varietà di Raiuno. La Rai smentisce, ma noi sappiamo la verità. Cioè che la fruizione della televisione sta cambiando, e che i gestori dovranno ragionare su come integrare le varie piattaforme (digitale terrestre, tv, internet, satellite) e accontentare un pubblico che non è formato solo da vecchi, se non vorranno finire a gambe all'aria. Non solo, ma il cambiamento di scenario che si prospetta sembra aprire la porta ad esperimenti (come quello di Santoro) che rompono il tradizionale duopolio italiano. Se fossi un produttore illuminato e con un po' di cash, comincerei a chiedermi se non sia possibile, per esempio, produrre una fiction che abbia il suo pubblico spalmato su più piattaforme. Che ne so, un Lost italiano prodotto per una catena di piccole emittenti, più lo streaming, più un canale satellitare… senza il problema di essere "troppo complicati o violenti" per il pubblico delle famiglie. Magari una fiction che si possa vedere anche sull'Ipad…

Parlo di fiction perché è quello che scrivo, a parte i romanzi, ma potremmo anche parlare di programmi di informazione, di inchiesta. La tv non è più la scatola che sta sul mobile del soggiorno, la tv si è smaterializzata, è diventata un flusso. E nel flusso dobbiamo imparare a navigare. 

La seconda cosa è che, tornando alla tv tradizionale, è stato dato l'annuncio che la seconda serie di Crimini andrà finalmente in onda. Io ho scritto uno degli episodi, Bestie, tratto da un mio romanzo breve, che ho sceneggiato insieme con Giampiero Rigosi. Qui potete trovare altre informazioni.

La terza cosa è che ho visto l'anteprima del nuovo film di Gabriele Salvatores: Happy Family. Non solo mi è piaciuto, ma ve lo consiglio di cuore. Lo so, ho un vecchio legame con la banda Colorado: ho lavorato con loro, sono amico di quasi tutti gli attori del film, ma vi assicuro: è bello. E vedrete, oltre a un cast davvero in parte, e una delle regie migliori di Salvatores, una rappresentazione straordinaria di Milano. Sembra quasi una bella città. Il paragone cui ho pensato è Manhattan di Woody Allen.