Perché non vado ovunque.

In risposta a qualche mail e commento di questi giorni: mi sposterò il più possibile per presentare La bellezza è un malinteso, ma memore di esperienze precedenti, andrò solo dove ho l'impressione che l'incontro sia organizzato con un po' d'amore. Se un po' mi volete bene, o volete bene ai miei libri, datemi una mano a evitare situazioni come le seguenti…  

Fade in…

Scena 1 – Libreria – int sera

Una grande sala che contiene un centinaio di sedie desolantemente vuote. Da un lato Dazieri (45, volto stanco, barba sfatta) e il Proprietario della libreria (50, giacca e cravatta) seduti dietro il tavolo del relatore. Sul tavolo pile di un romanzo con una copertina in bianco e nero, chiaramente nuovo. 

Proprietario
 Strano, di solito c'è un sacco di gente. 
 Quando è venuto Saviano c'era la sala stracolma…

Dazieri
(mascherando l'imbarazzo) Ah, bé, ma non si può paragonare me a…

Proprietario
(scuotendo la testa)
 L'avevo detto a mia moglie che dovevamo comunicarlo ai giornali locali.

Dazieri
Non l'avete fatto?

Proprietario
Doveva farlo mia nuora, ma…
  Poi ci si è rotta la fotocopiatrice e non abbiamo potuto fare i volantini… 
 

Dazieri
 Forse bastava un cartello in libreria qualche giorno prima…

Proprietario
Pensi che l'avevo preparato, ma poi mi sono dimenticato
 di appenderlo… (guardando le sedie vuote) Certo, oggi c'è anche la Sagra del Gnocco Gratis…

Dazieri
Forse potevamo rimandare…

Proprietario
(stupito) Non mi farà mica l'offeso, vero? Lei che è così alla mano…

Dazieri
No… è che ho fatto trecento chilometri… Me li sarei risparmiati…

Proprietario
(senza ascoltarlo) Eppure, quando è venuto Faletti la gente si picchiava per entrare. Giuro…

Scena 2- Biblioteca Comunale – Int Sera

Una sala con una ventina di persone. Dazieri (45, barba sfatta, occhi iniettati di sangue, camicia stazzonata) sta terminando di parlare dietro il tavolo del relatore. Accanto a lui un Bibliotecario.

Dazieri
 … ma direi che ho parlato fin troppo. Mi piacerebbe sentire qualche domanda da voi.

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Brevi aggiornamenti

Sono tormentato da lavori da finire ed emicranie, e sono un po' in ritardo anche con i nuovi post che sto scrivendo. Ma lasciare ancora in homepage il post sul festival di Sanscemo mi sembra sgradevole. Per cui vi faccio un rapido saluto. Aggiungendo: 1)  il prossimo post sarà sulle famose regole del genere di cui si parlava. Non e' che all'improvviso mi sia trasformato in un professore della Holden, ma sto prendendoci gusto a raccontare quel poco che ho imparato in questi anni di mestiere. Nozioni sparse, tutt'altro che sistematiche e formali, ma che hanno il vantaggio di essere state testate sul campo. 2) Ho tra le mani la copia staffetta del mio nuovo romanzo La Bellezza è un malinteso, sempre per i tipi Mondadori, collana Strade Blu. Adesso me lo rimirerò per qualche minuto, poi lo metterò in valigia in attesa di scorrazzarlo in lungo e in largo per la Penisola, dove spero di incontrarvi, a una presentazione o l'altra. Il romanzo sarà in libreria dal 9, e le presentazioni cominceranno un paio di settimane dopo. Il programma dettagliato verrà veicolato in molti modi, ma quello più semplice e velocemente aggiornato rimane twitter, cui potreste iscrivervi se ne avete tempo e voglia (cliccando sul link, per esempio). Io lo trovo un mezzo gradevole per sapere quello che fanno persone o riviste che seguo. Metterò ivi anche dei link per leggere qualche anteprima o recensione, se ve ne cale. Bene, a presto. Torno a comprimermi la fronte con la pezzuola fredda e a scrivere un soggetto che non si raddrizza mai, di cui vi parlerò quando sarà reso ufficiale.

Un’esperienza lisergica

 

Ieri sera ho capito il perché degli ascolti stratosferici
del Festival di Sanremo: tutti ci hanno trovato quello che cercavano. Gli
amanti dello strapaese la migliore rappresentazione dello stesso, gli amanti
della canzone melodica una sfilata dei migliori esecutori sulla piazza, gli
appassionati di reality come Amici e Xfactor una passerella dei loro eroi.
Tutti gli altri, invece, hanno potuto gustarsi un tale frullato di orrido e
paradossale da spedirli nel Nirvana. Personalmente, sono rotolato dal divano un
paio di volte in preda ad accessi di risa, e credo di non essere stato l’unico
in Italia. Ridevo, piangevo e rabbrividivo allo stesso tempo come se mi
avessero messo l’LSD nel caffè. Non l’ho visto tutto lo show, lo ammetto: solo
dalla proclamazione dei tre finalisti, ma subito sono finito in una surrealtà
che è stata capace di catturarmi come un cobra incantato dal flauto. Mai avrei
immaginato di vedere la finta rivolta in diretta di un’orchestra (finta perché
ridevano e nessuno se n’è andato poi), seguita da un talkshow sui cassintegrati
di 

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