Ok, lunedi 21 (salvo cambiamenti dovuti al lutto nazionale) debutta la serie Intelligence. Su Canale 5, ore 21. Come mai ne parlo? Perché la prima serie tv di cui mi sono occupato come editor, termine un po' oscuro che copre una serie di funzioni ancora più oscure, ma che in questo caso ha significato essere il responsabile e supervisore di un team di valenti sceneggiatori. Non solo per quanto riguardava la scrittura delle puntate, ma anche come interfaccia tra il team e il produttore Valsecchi, la rete, il regista Alexis Sweet. E' stato un anno di lavoro tosto, con grandi discussioni protratte a notte fonda, momenti di scoramento, di esaltazione, di rabbia. Perché Intelligence era, ed è, una serie diversa da quelle che l'avevano preceduta. Spie, azione, scenari internazionali… ci siamo dovuti letteralmente inventare uno stile, una costruzione narrativa, che fosse adatta a una serie che voleva ispirarsi alla realtà, ma anche spaziare libera nell'immaginazione. E dovevamo anche rimanere nell'ambito di un prodotto destinato al pubblico italiano e alla nostra tv. Non potevamo copiare James Bond, per capirci, o Bourne, non saremmo stati credibili. E nemmeno 24. Dovevamo tenere conto che la televisione ha un pubblico meno "attento" di quello del cinema, non tutti guardano dall'inizio, c'è la pubblicità, qualcuno chiacchiera e mangia… Che un film dura due ore, una serie complessivamente nove e il pubblico non si deve rompere le palle a metà. Si deve divertire e rimanere incollato, fare il tifo per i protagonisti. Se siamo riusciti nell'alchimia, e domani sera lo scopriremo, non solo sarà di soddisfazione per me e i miei colleghi, ma avremo dimostrato che si può derogare un po' dai preti in bicicletta e dai poliziotti dialettali (che amo, in certi casi, ma…). Quindi, cari amici, se mi volete bene sintonizzatevi domani e fate sintonizzare tutti quelli che conoscete. E poi, dopodomani, aspetto le vostre impressioni qui.
Monthly Archives: September 2009
Di ritorno dal Festivaletteratura
Mentre scrivo, nel cortile del complesso dove abito (è una ex fabbrica divisa in loft a buon mercato) è in corso un rave di compleanno organizzato da uno dei miei vicini e amici. Da dietro la tenda osservo ragazzi con metà dei miei anni ballare, mentre note ritmate e piuttosto soft penetrano con forza da oltre il muro. Una bella festa, direi, ma al momento non ho voglia di unirmi. Ci sono delle sere che mi sento troppo vecchio per cazzeggiare, e questa è una di quelle sere. Preferirei un buon libro, o semplicemente un buon sogno. La dieta, poi, ha ridotto di molto la mia tolleranza all'alcol, e questo è un problema non da poco.
Sono appena rientrato da Mantova. Tecnicamente avrei dovuto rimanere sino a domenica, ma sentivo di aver un po' esaurito l'esperienza e ho approfittato di un passaggio, con la scusa di questa festa della quale non ho voglia. Ricordo i primi Festivaletteratura: noi scrittori di giallo (va bé, noir, come si usa ora) formavamo un'allegra brigata che passava da un tavolino all'altro discutendo di libri e film. Alcuni di noi erano alle prime armi, altri già avevano avuto successo, anche se non paragonabile a quello successivo. Eravamo per lo più io, Rigosi, Lucarelli, De Cataldo, Carlotto, qualche volta Fois, la Vinci, Nerozzi… Stavolta, invece, mi sono trovato solo con Carlo Lucarelli, con il quale ho passato una bella serata a parare di mafia e diete. Sono stato contento: è un buon amico, ma ci vediamo troppo di rado. Pero', la mancanza degli altri mi ha fatto pensare alla fine di un'epoca, o comunque a un cambiamento. Certo, i bolognesi hanno la fortuna di vedersi più spesso e a volte lavorare assieme, ma è chiaro che la vita ci sta portando su binari divergenti. E il pensiero mi ha lasciato un po' di malinconia (intanto fuori è cominciata una sorta di sfilata di moda… pero', che organizzazione).
Per il resto, molti incontri piacevoli, tante chiacchiere, una bella iniziativa con Medici Senza Frontiere al Teatro Bibiena, stracolmo, grazie al buon lavoro fatto dai ragazzi di Medici e alla presenza di Beppe Severgnini, che acchiappa certamente più pubblico del sottoscritto (nel video sotto lo vedete leggere un pezzo del mio reportage molto meglio di come avrei fatto io). Anche degli ottimi ravioli alla zucca, pur se pochi, mangiati ai Garibaldini (il ristorante dove Bossi si è rifiutato di sedersi), e alcuni dibattiti molto interessanti. Soprattutto quello con Cantone e quello con Calabresi, quest'ultimo diventato da poco il mio giornalista preferito.
Libri scoperti pochi, ma la soddisfazione di vedere alcuni dei miei nella libreria del Festival, dato che per la prima volta ero ufficialmente invitato. Anche se ho parlato di giallo solo a un'intervista che mi hanno fatto su Montalban, che prima o poi troverete sul sito della Feltrinelli.
Ok, vedo se trovo un gin tonic. A presto
A Mantova con Medici Senza Frontiere
Medici Senza Frontiere nasce con l’obiettivo di portare soccorso alle popolazioni in pericolo e di testimoniare la loro situazione. L’azione di testimonianza, il racconto della vita, delle sofferenze dei popoli vittime della guerra, delle malattie e delle catastrofi naturali, è per loro essenziale. Inoltre, Medici Senza Frontiere sarà protagonista di un altro evento correlato, fuori programma e gratuito, presso la Tensostruttura in Piazza Concordia, Sabato 12 Settembre alle ore 21:30 dal titolo “Serata di letture e musica con la compagnia brincadera” nel quale verranno raccontate le esperienze e le storie più significative fra le missioni dell’organizzazione umanitaria. Con la partecipazione di Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofoglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale e Domenico Starnone. Per un anno ho fatto vacanza dai festival. Dire che mi sono mancati sarebbe una palla, ma ogni tanto devo mettere fuori il naso. E lo rimetto con il Festivaletteratura di Mantova. Sarò lì da giovedì 10 settembre fino a domenica, e, a occhio e croce, a parte l'appuntamento di Venerdì alle 15, cui vi prego di partecipare numerosi, non avrò molto da fare. Quindi avete licenza di fermarvi a chiacchierare con me quando mi vedrete seduto a qualche tavolino, giocando con il mio blackberry. QUI il programma completo del festival.
Per questo motivo, per il quinto anno consecutivo, questa organizzazione umanitaria presenta a Festivaletteratura 2009 ilRapporto sulle Crisi Dimenticate, un resoconto sulle più grandi crisi umanitarie ignorate dai media a livello internazionale nel corso del 2008, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia. Il loro obiettivo è certamente quello di attirare l’attenzione dei maggiori media italiani affinché diano maggior spazio alle grandi crisi umanitarie dimenticate. Il giornalista Beppe Severgnini ne parla con lo scrittore Sandrone Dazierie il fotografo Francesco Zizola. Modera Sergio Cecchini, direttore della Comunicazione di MSF Italia. Evento 79, Teatro Bibiena, venerdì 11 Settembre, ore 15:00.