Da quando a quattordici anni partii per la scuola alberghiera di San Pellegrino terme, non mi sono più fermato. Ho viaggiato in quattro dei cinque continenti, cambiato mille impieghi, letto qualche valanga di libri, lavorato nell’industria culturale, scritto qualche migliaio di pagine e qualche
film. Con tutto questo, dentro rimango il ragazzo di Cremona che spesso si sente più
piccolo delle sue scarpe. Come in questi giorni che ho passato a Cortina
d’Ampezzo, amena località dolomitica, per la presentazione della serie
Intelligence di cui ho supervisionato e coordinato la scrittura. Passeggiando
per il centro, tra gambe abbronzate con i calzettoni e pullover candidi, mi
sono sentito estremamente fuoriposto. Che ci faccio io qui?, pensavo e scrivevo via sms agli amici. Non a caso quando potevo tornavo nella mia camera d’albergo, cercando di far
funzionare Internet e scrivendo il romanzo.
Però, a parte la mia sociopatia, la
presentazione ha funzionato bene. E' stato bello vedere sul grande
schermo quello che ho scritto per la televisione, e mi ha fatto
piacere rivedere gli attori del cast (Bova, Morariu, Abbrescia eccetera) con i
quali sono per forza di cose diventato un po’ amico (soprattutto con Dino) e prendermi una ciucca con il regista Alexis Sweet. Con lui ho discusso
ferocemente per un anno, ma non vedo l’ora che torniamo a lavorare assieme. Perché è bravo e secondo me insieme funzioniamo, ed è la prima volta che lo dico di un regista.
Se la serie
piacerà al pubblico (va in onda il 21 su Canale 5) magari succederà.