Watchmen ha cambiato la storia del fumetto e della narrativa popolare. Il film Watchmen non cambierà la storia del cinema, nemmeno di quello di intrattenimento. Intendiamoci, il film mi è piaciuto, come può piacerti qualcosa che hai aspettato per anni, tratto da qualcosa che ami visceralmente. Ma, allo stesso tempo, mi ha deluso. Normalmente quando un film tratto da un romanzo o da un fumetto ti deludono è perché il regista o gli sceneggiatori non comprendono l'opera fino in fondo, o la stravolgono, come è stato, per esempio, per Wanted o il Batman con George Clooney. Ma nel caso di Watchmen il problema è l'opposto: è troppo fedele. Non solo le pagine del fumetto sono state utilizzate come storyboard delle scene, al punto da essere indistinguibili in alcuni casi, ma le stesse battute dei protagonisti sono identiche a quelle del fumetto. E questo non funziona. Non funziona affatto. Cinema e fumetto sono media differenti, e le battute da baloon messe in bocca a un attore in carne e ossa diventano piatte o enfatiche (c'è anche un problema di doppiaggio, a mio avviso, ma lo capirò meglio quando riuscirò a vedere il film in lingua originale). Per poter dare il meglio, un attore ha bisogno di calarsi dentro un personaggio, di renderlo suo. Questo non è possibile se non può prendersi delle libertà espressive, se non può inventare tic o modi di parlare e muoversi del suo personaggio. Se è costretto fin anche a sedersi come la sua controparte disegnata.