20-08

C’è un articolo on line, più di uno in realtà, sul nuovo aereo privato di Donald Trump, che secondo i commentatori è un inno al cattivo gusto. Non riesco a giudicarlo, a quel livello di quattrini tutto sublima, per me, nell’inconoscibile. E’ di cattivo gusto un telefono tempestato di diamanti, o appare così a noi, allo stesso modo in cui il nostro BlackBerry di plastica può apparire repellente a chi dorme in strada? Francamente, l’aereo trumpiano non mi sarebbe sembrato migliore se fosse stato disegnato da uno stilista di casa nostra e foderato color pastello, invece che con lo stemma regale del proprietario. Mi sembra di cattivo gusto, per dire, quanto la pubblicità dell’Alitalia che piazza tra le poltroncine e i check in ballerine e direttori d’orchestra dall’aria ispirata. Comunque, leggendo del veicolo, mi veniva in mente la scena iniziale di Un uomo vero di  Tom Wolfe, quando uno dei protagonisti, un riccone con problemi di liquidità, viene massacrato dai vertici della banca che gli impongono di vendere il suo jet. La letteratura aiuta a sopravvivere.

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Ho visto due film che mi va di ricordare. Il primo è Hanna, una coproduzione Europa America, dal budget limitato. La storia è quella poco originale della ragazzina selezionata per essere un killer spietato dei servizi segreti, ma che in sostanza scappa e si vendica. Da Alias a Nikita, robe così ne abbiamo già viste, ma il pregio del film, che mi è piaciuto, è che la regia trova soluzioni non banali alla narrazione. Visivamente è sempre interessante. Poi si vede il tocco europeo in un certo eccesso nelle figure dei cattivi,  al limite del barocco, tra perversioni igieniche e sessualità disordinata, naziskin eccetera. Merita uno sguardo. Il secondo film ha qualche anno ed è Dreamcatcher. Dreamcatcher è tratto da un romanzo di Stephen King dal medesimo titolo, ed è diretto da  Lawrence Kasdan, che ha fatto cose egregie nel passato. Ma non questa. ll film, quattro amici con vaghi poteri mentali combattono alieni e killer del governo, ha due difetti principali. Il primo è che è troppo fedele al romanzo, ci mette una vita per arrivare al punto, è didascalico… (e quando lo tradisce peggiora). Il secondo è che è tratto da quello che è a mio avviso il più brutto libro del mio amato King. L’ha scritto mentre guariva dall’incidente stradale che l’ha quasi ammazzato, e ha dichiarato spesso che è stata la sua terapia principale. Forse da lui mi aspetto di meglio anche in punto di morte. I romanzi seguenti sono stati migliori, per fortuna.

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Proseguo la lettura integrale di Doonesbury. Sono arrivato al 1975.

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Proseguo la revisione della serie. Ho quasi finito. Ma chissà perché l’ultimo miglio per ora è tutto in salita.

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2 thoughts on “20-08

  1. A me Dreamcatcher non era dispiaciuto, anche se non a livello del miglior king. Certo, mi dava un po’ l’idea di essere una “brutta copia” di IT.
    Dei libri del Re, quello meno riuscito, a mio parere, è Tommyknockers.
    Gusto personale, ovviamente.

  2. L’Acchiappasogni è realmente il libro meno bello del Re (a mio avviso i più belli sono I lupi del calla e Cuori in Atlantide). Comunque, credo che quasi tutti i ricchi si annoino da morire e cerchino nei vizi e nelle droghe l’ebbrezza del divertimento che da bambini li aveva illusi. Ho detto “quasi” perché non inserirei nella casta quelli che sono diventati ricchi partendo da poveri. Quelli sì che sanno divertirsi. Concludo con un’altra mia personalissima idea: il ricco colto non si annoia. Il ricco ignorante sì.

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