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Da quasi un anno fotografa le cose abbandonate. Ogni giorno ci sono almeno due lavori, a volte anche sei o sette, e ogni volta che lui e i suoi colleghi entrano in una casa si trovano di fronte le cose, le innumerevoli cose smesse e lasciate indietro dalle famiglie che sono andate via. Tutti gli assenti sono fuggiti di fretta, nella vergogna, nella confusione e non c’è dubbio che, ovunque vivano ora (se hanno trovato un posto dove vivere e non sono accampati per strada) le loro nuove abitazioni sono più piccole di quelle che hanno lasciato. Ogni casa è una storia di fallimento – di bancarotta e di morosità, di debiti e di pignoramenti – e lui si è assunto il compito di documentare le ultime tracce residue di quelle vite sperse per dimostrare che un tempo le famiglie svanite sono state lì, che i fantasmi di persone che lui non vedrà e non conoscerà mai sono ancora presenti nel disordine delle cose seminate nelle case vuote.
Il lavoro si chiama trashing out, sgombero, e lui fa parte di una squadra di quattro uomini dipendenti della Dunbar Realty Corporation, la quale subappalta i suoi servizi di “manutenzione del bene” alle banche locali divenute proprietarie degli immobili. Le piane scriteriatamente urbanizzate del sud della Florida sono piene di queste strutture orfane, ed essendo interesse delle banche rivenderle al più presto, le case rimaste vuote vanno ripulite, riattate e preparate per la visita dei potenziali compratori. In un mondo che crolla, di rovina economica e difficoltà assidue e crescenti, lo sgombero è una delle poche attività fiorenti della zona.
Paul Auster, Sunset Park. Traduzione di Massimo Bocchiola. Einaudi
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E intanto quelli provano il “rimbalzo”…
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Scritto in blog and Libri da Sandrone Dazieri il 11.8.2011 alle 11:07.